No image available
0018 v
Natura dello effetto del tono della bombarda.
Il romore delle bombarde è causato da l'impetuoso furore della fiamma ripercosso i' nella resistente aria; e fa questo effetto quella quantità della polvere che si truova accesa nel corpo della bombarda. Non si sen[t]endo in loco capace di suo accrescimento, la natura lo dirizza a cercare con furore i' loco ricipien[te] a suo accrescimento; e rompendo o sgombrando l'ostaculo più debole, giugne infra la spaziosa aria, la quale non sendo atta a fuggire con quella velocità ch'ell'è assalita, perché il foco è più sottile che l'aria, conviene che, non sendo l'aria di pari sottigliezza che 'l foco, non li pò dare loco con quella velocità e prestezza che 'l foco l'assale, onde accade resistenzia. E la resistenzia è causa del grande strepido e romore della bombarda.
Ma se la bombarda traessi contro all'avvenimento d'uno impetuoso vento, sentiresti maggiore tronito fatto per la cagione di maggiore resistenzia d'aria contro alla fiamma; e così farebbe minore romore quando traessi per la linia del vento, perché li sarebbe men resistenzia. I' ne' luoghi padulosi o d'altre arie grosse la bombarda farà maggiore romore da presso, e men lontano si sentirà che in su' monti [e] altri lochi di sottile aria. Se l'aria fia grossa o sottile equalmente e sanza movimento di venti, il romore fia equalmente sentito intorno alla sua causa e andrassi di circolo in circulo spargendo, a simi[litudine] che fanno i circoli dell'acqua causati dal gittato sasso infra essa. E in que' loco dove fia tratti simili strumenti, l'aria visina romperà o moverà tutte le cose di debole resistenzia. Rotti fieno tutti i vasi grandi larghi in bocca, finestre di carta e simili cose; mossi fieno tutti i tetti visini d'in su loro sostegni; e questo accaderà quando molte finestre e usci fieno aperte; e porteranno pericolo i sottili e disarmati muri. Questo accade che l'aria sgonfia e prieme e vol fuggire per tutti i versi. In quanto al movimento mosso fieno usci, finestre, albere e simili cose. E se porrai una freccia poco fitta con una piccola pietra su per ispazio di 6 miglia, per lo movimento dell'aria caderà.
A chi dà noia al vomito il navicare, debba bere sugo d'assenzio.
L'acqua del mare colata dal fango over terra arzilla lascia in quella ogni salsedine.
Le lane tesse alle sponde del navilio sorbiscano l'acqua dolce.
Se stilli con canpana l'acqua marina, fia in principale eccellenza; e adattando un fornello alla sua cusina, quelle medesime legne che cocano, stilleranno una gran quantità d'acqua, se la campana fia grande.