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[I]
Fa' questa dimostrazione ancora veduta per lato, acciò che si dia notizia quanto l'una parte sia dirieto all'altra, e poi ne fa' una dirieto acciò che si dia notizia della vene occupate dalla spina e dal core e vene maggiori.
[II]
Figura come e quale ramificazione delle vene del fegato entri l'una sotto l'altra.
[III]
L'ordine tuo fia col cominciare alla formazione del putto della matrice, dicendo qual parte prima di lui si compone, e così, successivamente, ponendo le parte d'esso secondo li tempi della ingravidazione, insino al parto e come si notrisce, imparando in parte da l'ova che fanno i pollicini.
[IV]
Tu Mondino che di' che li vasi spermatic, ovver testiculi, non gittano vera semenza, ma sol gitta un certo omore scilivale il quale la natura ha ordinato a dilettazione del coito della femina, alla qual cosa, se così fussi, non bisognava che li nascimenti delli vasi spermatici nascessino nel medesimo modo nelle femmine che ne' maschi.
[V]
Il pieno dello intestin retto, essendo denso, è mandato fori integralmente dal vento incluso nel colon, e ogni feccia, delle quale l'intestin si sgombrano, sono quasi integralmente sospinte da esso vento, il quale genera strepito se lui è superfluo al riempimento del vacuo evacuato dalle predette superfluità.
[VI]
Le vene del chilo e dell'arterie è necessario, in quanto a quella parte dove lor rigano la schiena, figurarle da riverscio, cioè farle vedere dal lato dove esse toccan la schiena, perché le vene minore che notriscan li ossi della schiena non si possan dimostrare nella figura dimostrata.
[VII]
omo more e sempre rinasce in parte le vene miseraiche, le quale son radice ento vitale. More per le arterie rate sempre con esse vene meserai: a piglia e l'altra rende, l'una piglia , altra rende la morte, la qual si de e si mista nelle superfruità ve e intestine alle quale appicca quel che appiccare sole l'ultima en terra, alla sepolture.
[VIII]
Femmine di messer Jacomo Alfeo e Leda ne' Fabbri.