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[I]
Delle macchine.
Perche natura non può dare moto alli animali sanza strumenti macchinali, chome per me si dimostra in questo libro nell'opere motive da essa natura fatta nelli animali, e per questo io ho composto le regole nelle quattro potenzie di natura sanza le quali niente per essa pò dare moto locale a essi animali. Adunque descriveren prima d'esso moto locale e come lui partorisce ed è partorito da ciascuna dell'altre tre potenzie. Dipoi descriveren del peso naturale, ancora che non si possa nessun peso dire essere altrementi che accidentale, ma così è piaciuto di nominarlo per separarlo dalla forza che è di natura di peso in tutte sua operazioni. E per questo è nominata peso accidentale. E questa tal forza è posta per la terza potenzia di natura, over naturata. La quarta e ultima potenzia fia detta percussione, cioè termine o impedimento di moto. E diren prima che ogni moto locale insensibile è generato dal motore sensibile, come nell'orilogio il contrappeso tirato in alto dall'omo suo motore. Ancora li elementi scacciano o tiran l'uno l'altro, come si vede l'acqua scacciar di sé l'aria, e 'l foco entrato per calore ne' fondi delle caldare e' se ne fugge per li bollori superfiziali dell'acqua bollente. E ancora la fiamma tira a sé l'aria, e il caldo del sole tira in alto l'acqua i forma d'umido vapore, il qual poi ricade con ispessa e grave pioggia. Ma la percussione è la immensa potenzia delle cose che si generi dentro alli elementi.
[Fig. 1]
Vene massime della donna; a b.
Vene massme del figliolo nella matrice.
[II]
Da' notizia come le vene della matrice si ramifichino in essa matrice e quali e quante son quelle che penetrino alla secondina, e quali son che si rompano nella separazione che fa il figliolo dalla matrice.
[III]
Tal mistione di contatti hanno le vene e arterie della matricie della donna colle streme vene dell'ombilico del suo figliolo in a b, quale ha le vene miseraiche ramificanti nel fegato colla ramificazione delle vene che nel medesimo fegato discendano dal cuore, e come han le ramificazioni delle vene del polmone colla ramificazione della trachea che le rinfrescano. Ma le vene del figliolo non si ramificano nella sustanzia della matricie di sua madre, ma nella secondina, la quale sta in loco di camicia dentro alla matrice che la veste ed è a quella congiunta (ma non è unita) mediante li cotiledoni, ecc.
[Fig. 2]
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