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[I]
L'ombra è diminuizione di luce e di tenebre ed è interposta infra ess tenebre e luce.
L'ombra è d'infinita oscurità e d'infinita diminuizione d'essa oscurità.
Li princìpi e fini dell'ombra s'astendano infra la luce e la tenebre ed è d'infinito diminuizione e d'infinita aumentazione.
L'ombra è pronuziazione de' corpi delle lor figure.
Le figure de' corpi no' darà notizia delle loro qualità sanza l'ombra.
L' ombra participa sempre del color del suo obbieto.
Delli termini dell'ombre, in che alcuni son fumosi d'insensibile termine, altri di termini noti.
Serva all'ultimo dell'ombre le figure e apparìano nello scriptoio di Gerado miniatore a San Marco in Firenze.
Nessun corpo opaco è sanza ombra o lumi se non è nella nebbia, sopra terra coperta di neve, e el simile fa' quando fiocca in campagna: essa fia sanza lume e sarà circundato dalle tenebre.
E questo accade ne' corpi sperici, perché nelli altri corpi che hanno membrificazione, le parte delle membra riguardatrice l'una dell'altra tìngano l'una l'altra dell'accidente della sua superfizie.
[* - ] La superfizie d'ogni corpo è infusa in tutta l'aria alluminata che le sta per obbieto [ - *]
La superfizie de' corpi opachi ha tutto il simulacro in tutta l'aria alluminata che lo circunda per qualunche aspetto.
[II]
Fa' l'arco celeste nell'ultimo libro della pictura, ma fa' prima il libro delli colori nati della mistion delli altri colori, acciò che tu possa provare mediante essi colori de' pictori la generazion de' colori dell'arco.
Descrivi come nessun corpo in sé è terminato nello specchio, ma lo termina l'occhio che dentro a tale specchio lo vede. Imperò che se tu rappresenti il tuo viso nello specchio, la parte è simile al tutto. Con ciò sia che la parte è tutta per tutto lo specchio ed è tutta in ogni parte del medesimo specchio. E il simile accade di tutto il simulacro di tutto l'obbietto contrapposta a tale specchio.
[I]
L'ombra è diminuizione di luce e di tenebre ed è interposta infra ess tenebre e luce.
L'ombra è d'infinita oscurità e d'infinita diminuizione d'essa oscurità.
Li princìpi e fini dell'ombra s'astendano infra la luce e la tenebre ed è d'infinito diminuizione e d'infinita aumentazione.
L'ombra è pronuziazione de' corpi delle lor figure.
Le figure de' corpi no' darà notizia delle loro qualità sanza l'ombra.
L' ombra participa sempre del color del suo obbieto.
Delli termini dell'ombre, in che alcuni son fumosi d'insensibile termine, altri di termini noti.
Serva all'ultimo dell'ombre le figure e apparìano nello scriptoio di Gerado miniatore a San Marco in Firenze.
Nessun corpo opaco è sanza ombra o lumi se non è nella nebbia, sopra terra coperta di neve, e el simile fa' quando fiocca in campagna: essa fia sanza lume e sarà circundato dalle tenebre.
E questo accade ne' corpi sperici, perché nelli altri corpi che hanno membrificazione, le parte delle membra riguardatrice l'una dell'altra tìngano l'una l'altra dell'accidente della sua superfizie.
[* - ] La superfizie d'ogni corpo è infusa in tutta l'aria alluminata che le sta per obbieto [ - *]
La superfizie de' corpi opachi ha tutto il simulacro in tutta l'aria alluminata che lo circunda per qualunche aspetto.
[II]
Fa' l'arco celeste nell'ultimo libro della pictura, ma fa' prima il libro delli colori nati della mistion delli altri colori, acciò che tu possa provare mediante essi colori de' pictori la generazion de' colori dell'arco.
Descrivi come nessun corpo in sé è terminato nello specchio, ma lo termina l'occhio che dentro a tale specchio lo vede. Imperò che se tu rappresenti il tuo viso nello specchio, la parte è simile al tutto. Con ciò sia che la parte è tutta per tutto lo specchio ed è tutta in ogni parte del medesimo specchio. E il simile accade di tutto il simulacro di tutto l'obbietto contrapposta a tale specchio.