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[Fig. 1]
a o n m p q r s t
[Fig. 2]
a b c d e f g h p
[Fig. 3]
b c d e f g h i K
[I]
[* - ] Le potenzie equali infra loro non si superano.
Pruovasi. L'uccello si sostiene sopra il movimento dell'aria contro. E dirai colla sua obliquità, la quale vol discendere contro all'avvenimento del vento, con potenzia simile a quattro, e il vento che lo percote nel petto e ne timon dell'alie è in potenzia di quattro; quattro essendo equale a quattro non genera moto [ - *].
[II]
Qual parte è quella che vol discendere per obliquo.
La parte che vole discendere per obliquo è il petto col busto dello uccello, il quale in sé è situato per obliquo. E la parte che si vole alzare son l'alie, alle quale facendosi il vento conio, trovandole in contraria obliquità a quella del busto, il vento d'equigiacente corso le percote e sarebbe in potenzia d'alzare l'uccello in alto se la potenzia dell'obliquità del peso obliquo non lo proibissi. E queste due tali potenzie equali, resistendo l'una all'altra, destruggano il moto d'esso uccello d'equal moto e potenzia.
[III]
Come si bilica l'uccello infra le varie potenzie e velocità d'un medesimo vento.
Quando la predetta temperia, ovver bilicazione, dell'uccello contro al corso del vento riceve mutazion di vento di debole in potente non variando corso, egli è necessario che lui diminuisca la obliquità del busto; mediante la qual diminuizione l'uccello acquista peso di tanta maggior potenzia quanto à l'accrescimento della potenzia del vento, e che l'alie crescino la sua obliquità perché se so per l'obliquità opposite del busto e dell'alie stessino equali, l'uccello sarebbe così atto a resistere sanza mutazion di sito al vento potente come al debole. Ma perché tale soccorso non sarebbe al proposito, necessità insegna all'uccello che sia tanto più potente l'obliquità del busto al discenso una volta che l'altra, quanto il vento si fa più o men potente nelle sue varietà.
[IV]
A che serve il temon posto nell'omero dell'alia dell'uccello.
Serve il timone posto nell'omero dell'alie dello uccello a ricevere nella sua faccia la percussione del vento quando vol fermare subito il suo discenso sanza refressione. Perché se lui s'avessi a fermare nel detto discenso collo alzare l'omero e abbassare le punte dell'alie, e ricevere la percussione dell'aria contro all'impeto del discenso, sanza dubbio il refresso farebbe grandissimo balzo in verso il cielo quando lui credessi discenderebbe alla vicinità della sua preda. Onde la natura, maestra di tale animale, ha ordinato il temone dell'alie con potentissimo osso, nervo o penne, il quale col suo storcerci ingrossa la sottil fronte dell'omero dell'alie e ritarda il furioso discenso dello uccello sanza refresso. E per questo è fatto fortissimo e in fronte dell'omero, e il suo alzare e abbassare è causa che l'omero dell'alia, nel fendere e penetrare l'aria, entra sopra o sotto il corso del vento. E ancora s'adopera nello stare l'uccello inmobile infr'aria.
[V]
Del temone posto nell'omero dell'alie.
Meravigliosa utilità è la potenzia del timone nell'alie.
[VI]
Difinisci in prima il moto del vento e poi descrivi in che modo li uccelli si governino in quello sol colla semplice bilicazione delle alie e coda loro. E questo descriverai dopo la descripzione della natomia loro.
[VII]
Quel mobile sarà più veloce che penetra l'aria colla sua minore grossezza, e ogni impeto conduttore del mobile fa penetrare l'aria da esso mobile colla sua minore latitudine.
[VIII]
Descriverai innanzi alle sopra scritte cose le varie figure insensibili delli corpi che per sé discendano infra l'aria.
[IX]
La parte più grave de' corpi si fa guida delli moti loro.
[Fig. 4]
a b c
[X]
L'uccello che vede il suo refresso essere in disposizione in portarlo più alto che i' loco dove desidera posarsi, abbassa allargando la coda, e, così, fa più obliquo il moto del suo refresso.
[XI]
Il retto moto dello uccello si piega in alto o in basso se lui alzerà o abbasserà la coda.