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[I]
Ogni punto è capo d'infinite linie le quali giugnendo a fare basa, subito detta basa per le medesime linie tornano alla piramida, sì per colore come per fazione.
[II]
Onni e qualunque cosa è atta a dar di sé all'occhio alcuna forma in sé, e causa infiniti angoli e linie equali, e quali, isparti per l'aria per ispzio di duplicata cagione, ciascuno degli oppositi angoli giunti, acciò gli danno vera capacità di tutta lor derivazione.
[Fig. con:]
a b c d
[III]
Cio ch'è cognosciuto nelle peramide ha derivazione dalle loro base.
[IV]
La priete a b è tutta nel'altra c d, ed è tutta in ogni minima parte di quella.
[V]
Immediate che la forma è creata o composto, subito di sé genera infiniti angoli e linie, le qua linie ispargendosi con intersegazione per l'aria ne risulta infiniti angoli oppositi l'uno all'altro con ciascuno degli opposti angli. Datoli basa rinarà triangolo e porterà in sé forma e proporzione simile al triangolo maggiore; e se la base 'ntra due volte in ciascheduna delle due lini piramidali, quel medesimo farà in 'l piccolo triangolo.
[VI]
La ragione perché i' lume ha in sé un solo centro è questa: noi cognosciamo chiaramente un lume grande avanzare molte volte una cosa piccola, il quale nientedimeno, beneché lui co' sua razzi la circundi, molto più che mezza sempre l'ombra apparisce nella prima pariete e sempre si vede.
Poniamo che c f sia il lume grande e che n sia la cosa oppostagli ch'ha generare l'ombra nella pariete, e che a b sia la pariete. Chiaro apparirebbe il gran lume, non conducerebbe l'ombra n alla pariete, ma perché il lume ha in sé centro, però sperimentando l'ombra si conduce alla pariete, come 'l figura m o t r.
[VII]
Perché in due o o dinanz' ai dua occhi, rappresentatovi tre cose si fanno due.
[Fig. con:]
Linia sensuale.
[VIII]
Perché livellando una dirittura con due mire la prima apparisce falsa. Dico che l'occhio portando con seco infinite linie le quali sono appiccate ovvero unite con le sopravegnenti che si partano dalle cose vedute, e solo la linia di mezzo d'essa sensuale è qualle che cognosce e giudica i corp e colori; tutte le altre sono false e bugiarde. E quando tu porrai due cose distan uno gomito una dall'altra e che la prima sia appresso all'occhio, la superfizie della prima rmarrà molti più confusa che la seconda. La ragion si è che la prima è vinta da maggior numero di linie false che la seconda, però è più dubbiosa.
Il lume fa questo medesimo perché negli effetti delle sue linie e, massime, nell'opere di prospettiva, è molto simile all'occhio; e 'l suo centro porta il vero nella ripruova dell'ombre. E quando la cosa pòstali dinanzi sarà troppo pressa, vinta da' razi tristi mostrerà ombra grande e sproporzione e ma terminata; ma quando la cosa che ha a generare l'ombra taglierà i razzi de' lume sarà appresso alla percussione, allora l'ombra s'averà, e buona, e, massime, quando il lume sarà discosto, perché il razzo del zentro nella lunga djistanzia ha meno chompagnia de' razzi falsi, perché le linie dell'occhio e solari e altre linie luminose, scorendo per l'aria chonviene a loro osservare retta dirittura, se già non fussino impedite per l'aria più spessa, o più rara ara, rimarrebbono, in alcuna parte, torte. Ma se l'aria è netta di grossezze o di umidità, quelle osserveranno loro retta natura, sempre portando indirieto alla lor derivazione la cagione del lor rompimento. E se sarà l'occhio, li sarà giudicato 'l rompimento per colore come per fazione o grandezza. Ma se la pariete di detto rompimento arà in sé alcuno picciolo foro, il quale entri in abitazione oscura, non per tintura ma per privazion di lume, vedrai le linie entrare per detto forame intersegarsi e generar due piramida colle punte insieme e la base opposite, portando nella seconda pariete tutta la forma del lor nascimento, sì per colore come per fazione. Ma ogni cosa sarà sottosopra. M quando e' sarà tanto dal forame a l'ultima percussione delle linie quanto à da' lor nascimento, sarà la percussione per gandezza a' rianassimento delle linie.
[Fig. con:]
a b d c e f g
[IX]
Sia a b il nassimento delle linie; sia d e la prima pariete; sia c il forame dov'è la 'ntersegazione delle linie; sia f g l'ultima pariete. Troverai l'a nell'ultima pariete e percussione rimanere di sotto, nel luogo del g, e 'l b di sotto risalire di sopra, nel luogo del f.
[X]
Chiaro apparirà alli sperimentatori che ogni corpo luminoso ha pe' sé retondità e centro, dal quale, o al quale, càpitano tutte le linie generate dalla luminosa superficie, e di lì ritornano o risaltano in fuori e, se non hanno impedimento, con equal distanzia, si spargan per l'aria.