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[I]
Vassi variando la popilla delli animali notturni di grande in maggior quantità, secondo la grande o maggiore oscurità della notte.
[II]
Variasi ancora la popilla d'essi animali notturni di piccola in minore, secondo la grande o maggiore chiarezza del giorno.
[III]
Per chello ch'è detto si conclude essi animali notturni essere sempre con equal potenzia di virtù visiva in tutte le varietà di chiareza o di oscurità che possa accade ne' tempi de' giorni e delle notti.
[IV]
La virtù visiva è tutta per tutta la popilla e tutta in ogni sua parte.
Seguita che la metà della popilla vede integralmente l'obbietto come se essa fussi intera.
[V]
Quanto la popilla è di maggiore quantità, di tanta maggior figura e chiarezza vederà il suo obbietto; e così de converso: quanto sarà minore tanto minore è più oscuro vedrà esso obbietto.
[VI]
Seguita che chiudendo un occhio elli è diminuita per metà la potenzia visiva, e questa prova si fa ne' corpi luminosi, come sole, luna e stelle e ancora 'n un lume o foco.
[VII]
Questo diminuire di chiarezza si vedrà sanza serrare l'uno delli occhi. Ma il loco di serrarlo sia interposo la mano o 'l dito dinanzi all'una delle popille infra l'aria e l'occhio, e vedrai una quantità d'aria colle due popille, la qual confinerà coll'aria veduta una sola popilla, e sarà altrettanto più oscura quella ch'è veduta da una popilla che quella ch'è veduta da due popille. E la ragione è quella che mostra la figura.