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Del frusso e refrusso.
Tutti li mari ànno il lor frusso e refrusso 'n un medesimo tempo, ma pare variarsi, perché li giorni non cominciano in un medesimo tempo in tutto l'universo, con ciò sia che, quando nel nostro emisperio è mez[zo] giorno, nell'opposito emisperio è mezza notte; e nelle congiunzioni orientali dell'uno e de l'altro emisperio comincia la notte, che corre dirieto al giorno, e nelle congiunzioni occidentali d'essi emisperi comincia il giorno, che seguita la notte dalla sua opposita parte; adunque è conchiuso che (in un mede), ancora che 'l detto (frusso e refru) accrescimento e diminuizioni delle altezze de' mari, ancora ch'elle sien fatte 'n un medesimo tempo, e' si mostra variarsi per le già dette cagioni. Sono adunque sommerse le acque nelle vene partite de' fondi de'mari, le quali ramificano dentro al corpo della terra e rispondano al nascimento (de' fiumi, i quali al continuo tolgano (e rendano) del fondo, e il mare al mare àn dato (e tolto) inumerabile volte nella superfizie, il mare al mare. E se tu volessi che la luna, apparendo all'orientale parte del mare Mediterano, cominciassi ad attrarre a sè l'acque del mare, e' ne seguirebbe che immediate se ne vedrebbe la sperienza al fine orientale di tal mare (perché avanti) predetto. Ancora, essendo el mar Mediterano circa alla ottava parte (della) del(cer)la circunferenza della spera dell'acqua per essere lui lungo 3 mila miglia, el frusso e refrusso non fa se non 4 volte un 24 ore, e non s'accorderebbe tale effetto col tempo d'esse 24 ore, se esso mare Mediteran non fussi lungo semila miglia, perché, se lo spogliamento di tanto mare avessi a passare per lo stretto di Gibiltar, nel correr dirie[to] alla luna, e' sarebbe sì grande il (f) corso delle acque per tale stretto, e s'alzerebbe in tanta altezza, che dopo esso stretto farebbe tal corso che per molte miglia infra l'oceano farebbe inondazione e bolli(mentti)menti grandissimi, per la qual cosa sarebbe impossibile passarvi, e, dopo (v) questo, subito l'oceano renderebbe colla medesima furia l'acque ricevute, donde esso le ricevè. Ecco che, adunque, mai si passerebbe per tale stretto; e la sperienza mostra (che g) che d'ogni ora v[i] si passa, salvo che quando il vento vien per la linia della corrente : allora il refrusso forte s'aumenta. Il mare non alza l'acqua nelli stretti, che ànno uscita, (né in quelli) ma ben si ringorga e si ritarda dinanti a quelli, onde poi con furioso moto ristora il tempo (che che) del suo ritardamento insino al fin del suo moto refresso. ׀Ne' fiumi, di qualunche varietà di larghezza e profondità, accade, (per legge) per necessità, che, in ogni grado della sua lunghezza, con equal tempo passa equal quantità d'acqua׀. Questo acconsente la necessità, perché, (dove passassi me) in quel grado, dove passassi meno acqua che nelli altri, vi si verrebbe a seccare l'acque, perché il grado, che sotto a quel succedessi (e), non pottrebbe dare più acqua a l'altro grado, che'l suo anticessore grado avessi dato a lui; e così li gradi, dove passassi più acqua, non avendo chi gliela sgombrassi dinanzi, si verrebbe col tempo [a] alzare insino al celo. Poniamo che per (varie) li 3 gradi a b c passino in 3 tempi armonici (3 6 libbre d'acqua, cioè 2 libbre per grado in un tempo detto, e che, inelli altri 3 gradi d c f sotto a questi, (ne) ne passi, in 3 altri tempi, 3 libbre d'acqua, cioè una libbra per grado in un tempo; seguirebbe grande errore inel moto, perché, nel grado c, ultimo de li 3, avanzerebbe, in ogni tempo armonico, una libbra d'acqua, (ch'essendo) che, in un'ora, ch'è composta di mille ottanta d'essi tempi, avanzerebbe mille ottanta libbre d'acqua, e rimarrebbe tagliata ed elevata dal grado d. E così direno : quando 'n un tempo e' passassi per g h (un grado) una libbra d'acqua, 'n un tempo, e che per i K ne passassi 2 (nul) 'n un simil tempo, e' si verrebbe a consumare più acqua il doppio in i K (n), che nel medesimo tempo da g h non li fu dato.
[In margine:] [Fig. 1a:]
1 1 1 2 2 2
f e d c b a
[Fig. 2a:]
2 2 1 1
K i h g
[Fig. 3a:]
De profondità c b a.
[Fig. 4a:]
De profondità f e d.
[Fig. 5a:]
De latitudine i h d.
[Fig. 6a:]
De larghezza m L K.
Il fiume (Vin), che esce de' monti, pone gran quantità di sassi grossi inel suo (fo) ghiareto, i quali sassi sono (p) ancora con parte de'sua angoli e lati; e nel processo del corso conduce pietre minori con angoli più consumati, cioè, le gran pietre fa minori; e più oltre pon ghiaia grossa, e po' minuta; e seguita rena grossa, e poi minuta; di poi procede lita grossa e poi più sottile e così seguendo giugne al mare l'acqua turba di rena e di lita : la rena scarica sopra de' liti marini pel ricitramento dell'onde salse, e segue la lita di tanta sottilità, che par di natura d'acqua; la qual non si ferma sopra de' marin liti, ma ritorna indirieto coll'o[nda], per la sua levità, perché nata di foglie marce e d'altre cose levissime, sì che, essendo quasi, com'è detto, di natura d'acqua, essa poi, in tempo di bonaccia, si scarica e si ferma sopra del fondo del mare, ove, per la sua sottilità, si condensa, e resiste all'onde, che sopra vi passano, per la sua lubricità; e qui stanno i nichi, e quest'è terra bianca da far boccali.