No image available
0018 r
Casi 32.
Dove l'acqua à l'uscita alta, essa lascia il fango nel pelago, dove entra. Nel pelago, dove l'acqua cade da alto, mai vi rimane cose minute, e sempre si profonda. Dove l'acque versano uniformemente per tua la sua pescaia, ivi il fondo uniforme mente si riempie di materia. Dove la pescaia si rompe, quivi si dirizza l'acqua e cava il fo[ndo] tanto più, quanto più si muove. Quando l'acque superano i ripari, esse cavano il fondo dopo loro, e riempiano alcuna volta di dentro. Dove l'obietto dell'acqua è denso, l'acque, che dentro vi percotan, forte balzano indirieto, e cavano il fondo davanti a esso obietto, e riempiano dirieto a quello. Dove l'obbietto è piegabile e traforato, l'acque non ne isbalzano indirieto dalla percussion di quelle, anzi pongano materia dinanti e dirieto. Quando l'acque (che) si dividano, mettendo in mezzo l'obb[i]etto da lor percosso, quella fa maggior concavità dal suo lato, ch'è più potente. E se l'acqua va sol da uno lato, essa cava dallato e dinanzi all'obietto, e riempie dirieto. E se l'obietto è forte superato e coperto dall'acque, fa manco cavamento dinanti e da canto a esso obbietto. Quando i fiumi son grossi per li lor diluvi, tutti i lochi bassi son riempiuti di materia. E quando i fiumi s'abbassano, portan via le rene e materie da lor lasciate. I rami de' fiumi, dopo i diluvi, in gran parte si mutano per la rena, che dall'isole, che partan tal rami l'un dall'altro, vi rimane; la qual rena i fiumi disgrottano e ruinano, e ritornan nel primo sito, o presso. L'acqua refressa dal fondo è fatta dal suo moto più lieve che l'altra, onde immediate viene in superfizie, e quella passa colla sua parte più veloce, la quale (p) ripiglia gravezza per tanta, quanta ne passa infra l'aria; la qual'è poca, e questa ingiù ricade, e, per esser diminuita, non ritorna più infra l'aria, onde si consuma a poco a poco tale movimento. La parte dell'acqua refressa più si leva dal fondo, ove percote, la quale discese più da alto, o che (tro) percosse nella più densa parte del fondo. Quella parte dell'acqua, [che] cade, si troverà più alta nel principio delle sue cadute, la quale sarà più vicina al mezzo del loco, dove cade, cioè, più vicina al mezzo superfiziale della somma dell'acqua, che cade. Quella parte dell'acqua sarà più tarda, che corre alla bocca dell'argine, onde cade, la quale fia più remota alla retta linia del moto dell'acqua, che a tal bocca concorre; [Fig.1.a] cioè, più tarda è l'acqua (c d) c o che l'acqua a n. Dell'acqua, che cade fori della bocca dell'argine, che la ringorga, quella sarà più veloce, (che caderà) che inanti alla sua caduta si movea più tarda; cioè, più veloce fia l'acqua o d, per esser più diretta, che non l'acqua n b, ch'è manco diretta. Quella quantità dell'acqua cava più (il suo) il fondo, ove percuote, la quale è più unita, an[c]or ch'ella sia manco diretta. [Fig.2.a] L'acqua, cadente sopra del fondo del fiume, cava più (dove essa) inverso il corso del fiume che inver[s]o l'argine, onde discende. (s) Sono i grandissimi sassi (porta) rotolati dalle corrente de' piccoli fiumi; e questo accade per l'acque, che li superano, che, nel cadere di quegli, viene a discalzare li loro inferiori ostaculi, onde, trovandosi dinanti scalzati, con facilità danno la volta, sol per causa del peso di sè medesimo, perché si truova col centro della sua gravità fori dello stremo della sua basa dinanti. Nessuno canale, che esca fori de' fiumi, sarà durabile, se l'acqua del fiume, donde nasce, non è integralmente rinchiusa, come il canal di Martigiana, e quel, ch'escie di Tesino. Sempre i canali debbono avere i lor esalatoi, acciò che le superchie piene non v'abbino a impedire e ruinare l'argine, e che l'acqua sempre si mantenga d'una medesima grossezza. Della fonte Pliniana. Dell'acque dolce, che surgono infra l'acque salse. Come tutte le vene e fiumi del mondo sono congiunti insieme. Delle acque salse, (che versa) che surgon ne' paduli e valli e monti. (de) Delle acque fredde, che surgono infra le calde. Dell'acque de' lagon di Viterbo, che si convertano in fumo. Delle concavità della terra. Delle miniere, che sono congiunte insieme con continua ramificazione. Come il foco di Mongibello è notrito migliaia di miglia dentro alla sua uscita.
[In margine:] [Fig.1.a]
a c e o n d b.
[Fig.2.a]
a c b.