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Casi 17.
Il fiume diritto, d'equale latitudine, profondità d'argine, e obliquità, e pari resistenzia d'argini e di fondo, in brieve tempo si torcerà e farassi di varie profondità, ancora che altre acque dentro non vi mettino. Questo accaderà (perché se) pella 5a del primo, (che dice) [che] pruova che li canali delle acque sempre ànno più profondità nel mezzo che dalli lati, (perché) onde tal profondità più cava in mezzo, e perché alcuna volta il vento, che trae per la lunghezza di tal canale, ringorga indirieto le sue acque, le quali ringor[g]an per tanto, quanto il vento le supera colla sua potenzia; e perché il vento non è uniforme, subito che manca di potenzia, l'onda lo supera e corre con impeto, insino a che 'l vento di nuovo la supera e la ferma, onde, dove l'acqua più si mosse, più consumò il suo fondo, perché si fece più grave, e così il fondo non è più d'uniforme obbliquità; la qual disuniformità sempre va cresciendo; e com'ella comincia [a] appressarsi all'argine, l'acqua comincia a serpeggiare, e romper l'argine, e per conseguenza (a a fare) a crescere tal serpeggiatura. Come le pescaie possan torcere i fiumi diritti, e fiumi torti dirizzare. Come le pescaie fanno uscire i fiumi de' lor letti per ogni piccola piena d'acqua, e guastano i paesi intorno. Dato un principio al moto delle acque, neciessità (ne) la guida a un mezzo e un fine compagnio di tal principio. Dato uno impedimento in fra 'l principio e fine del moto dell'acqua, necessità le darà un fine, che fia partecipante del principio e dello impedimento; ma tanto più dell'un che dell'altro, quan[to] l'un sarà più potente che l'altro. I moti incidenti e refressi (cr) delle acque non son [Fig.1.a] mai rettilini, né fatti con angoli equali, perch'è più grosso l'angol refresso che lo'ncidente; e questo accade, ch'e' radi refressi s'incurvano, impediti dal moto del fiume, onde s'intraversano, che in lor percote e li piega inverso il fine del fiume. Tanto è a movere l'acqua contro alla cosa ferma, quanto a muovere la cosa contr'a l'acqua ferma. La veloce confregazione (d) o percussione dell'acqua co l'aria, quando piove, fa vaporare e consumare gran parte dell'acqua piovana; e questo si pruova, perché si vede al vento, che si confrega colle cose umide, che subito l'asciuga col consumare tale umidità; e perché tanto è a mover l'acqua contro all'aria ferma, quanto l'aria, o ver vento, contro all'acqua ferma. Ancora, se vapori colle labbra strette un peso nato d'acqua, infra l'aria, e la lasci cadere sopra uno lenzuolo, del quale il peso ti sia noto, tu troverai, al conto del peso del lenzuolo, esser di[s]ciesa poca acqua sopra di lui, e 'l rimanente è vaporato in aria: 92.A. Quando due acque d'equal potenzia insieme s'interse[Fig.2.a] gano, sotto al loco della intersegazione si farà gran profondità; e questo accade, perché in tal sito l'acque si raddoppiano, e quella, che esce infra l'aria, acquista peso, e ricade infra l'altra, e così si van raggirando; e questo accade, quando l'una acqua supera l'altra nella 'ntersegazione, e ch'ell'entra nell'aria : ché, stando sott'acqua, l'acqua infra l'acqua non pesa, se non per moto veloce. Ma, quando le intersegazioni [Fig.3.a] (fatti) dalli rami de' fiumi son fatte sotto l'acque, esse non cavano il terren sotto di loro, ma, ancor che si cavalchino, l'acqua superiore non pesa, onde non percote, né cava sotto di lei il fondo. E se le intersegazioni dell'acque son (d'equale) di disequale obbliquità e di pari potenzia, allora la manco obbliqua (sc) calcalcherà sopra alla più obbliqua. E se [le] predette acque son (pi) forte obblique, esse non s'intersegheranno, ma si percoterrano e s'alzeranno in alto, se sono alli confini dell'aria, e dopo la percussion loro ritorneranno indirieto con moto refresso. Ancora, se 2 acque insieme si scontrano, che sieno di disequal potenzia, la più potente leverà dinanti tutta la materia portata dall'acqua di minor potenzia. E se l'acqua sarà voluta dirizzare e mettere in nuovo canale, el fondo d'esso canale debbe esser più basso che 'l letto del fiume, che s'à a voltare. Come si livellino l'acque. Come e' non si de' dare uno braccio, per ogni miglio, (sotto) di calo sotto il primo livello, perché, a lungo livellare, si caccerebbe l'acqua in celo. Come l'argine, fatte ine' traversi de' fiumi, non debbono essere superate dalle acque, e massime, facendole per volgere i fiumi. Come li sproni, fatti (co) in traverso alli fiumi, non debbono essere fatti [Fig.4.a] 'n'una linia, ma più pe(s)zzi, facendo coll'uno scudo e parapetto all'altro.