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Casi 15.
Se l'acqua, (che) che penetra infra l'aria per li spiraculi del suo bottino o ver conserva, nel pe[Fig.1.a] netrar che fa la più poten[t]e per quella di minor potenzia, se esse si mischiano nella confregazion de' lor contatti, o no : dico di no, perché, sì come 'l tutto dell'una, che penetra, è più potente che l'altra, ch'è penetrata, così la parte dell'una è più potente che la parte dell'altra; e (la prova se ne ve ne) potrebbe esser, che la più potente portassi via alquanto della men potente; e questo si vede ne li vasi, dove si ra(g)ccoglie 2 acque equali, e che l'una di quelle sia penetratrice della(l) più debole, e l'altra passi per sè semplice mente fort della sua canna; e vedrassi chi prima ha pieno il suo vaso, essendo essi vasi d'equal capacità. Del modo del pesare la potenzia di qualunche caduta d'acqua, cioè, cadendo infra angoli equali [Fig.2.a] sopra lo stremo d'una tavola piana in bilancia; e facciasi il centro del peso opposito e 'l centro della percussion dell'acqua equal mente distanti dal centro della bilancia. Come l'acqua discendente per canna, in og[ni] grado di discenso, acquista gradi di potenzia. Come l'acqua discendente infra l'aria, in ogni grado di discienso, osserva la prima potenzia e non più, perché si (sp) disgrega nel percoter l'aria, la quale aria sotto di lei si condensa, e resiste, e viene a di[s]gregare la unità dell'acqua. Come l'acqua, che d'alcun condotto versa infra l'aria, per alquanto spazio, nel penetrare l'aria, si uniscie in forma piramidale, e poi s'intersega e si separa nelle sue parti. Come l'acqua, cadente infra l'aria (e percote) sopra l'altra acqua, caccia (tanto) del loco percosso tanto più acqua infra l'aria for del suo sito, quant'è la potenzia, che acquista l'acqua, che percosse, per la via, donde discese. Come, nel moto dell'acque, essa sempre si va raggirando dalla superfizie al fondo, e massime in quelle, che son le prime a dar principio al corso de' fiumi, ché sempre la parte dinanti, che tocca il terren, si ferma di sotto, come si [Fig.3.a] mostra in a. Come l'otro dell'acqua, permuto in alto per (l) qualunche canna, non po mai mandare tal peso d'acqua infra l'aria, quant'è il peso, che prieme tale otro. Come l'otro di lunga figura (s), il quale [Fig.4.a] abbia la canna simile alla sua vacuità, gitterà tal peso d'acqua infra l'aria, quale il peso, che lo p[r]ieme; e tanto più alta, quanto la materia dell'acqua è più (grave) lieve che la materia, che la prieme. Tal fia [Fig.5.a] la proporzione del peso, che, premendo l'otro, fa saltar per canna l'acqua in aria, con tutto il peso, che prieme tutto l'otro, qual à la bocca della canna con tutta la superfizie dell'acqua, che tocca l'otro. Come la poca acqua corre (sotto) pel fondo del vaso posto sotto sopra (e che), ancora che tal fondo sia quasi al sito della equalità. Come l'acqua à in sè tenacità e colleganzia infra le sue particule : questo si vede [Fig.6.a] nella (goll) gocciola sua, che, avanti che si separi dal suo rimanente, s'allunga quanto può, e resiste nella collegazion, insino che è vinta dal superchio peso dell'acqua, che a dosso le mutiplica. Come l'acqua si fa calamita dell'altra acqua : questo si vede nello spiccare della gocciola dal suo rimanente, il quale rimanente s'era disteso quanto potea, pel peso della gocciola, che l'avea allungato; e poi che la gocciola è da tal collegazion divisa, essa collegazion ritorna in alto, in moto contrario alla natura delle [Fig.8.a] cose gravi. Vedesi la maggior gocciola dell'acqua subito incorporarsi le gocciole minime, che con lor vengano al contatto; e 'l medesimo fan le minuzie delle umidità infuse per l'aria, le quali si ristringano, faciendosi calamita l'una dell'altra, insino a tanto che 'l lor peso multiplicato vince la resistenzia dell'aria, che prima le sosteneva, onde poi disciendano in pioggia.
Mostrasi, nel sonaglio della acqua, essa acqua essersi tanto uniform[e] mente sottilizzata, ch'ella veste [Fig.9.a] un mezzo (s) corpo sperico, formato d'aria alqu[an]to più densa che l'altra; e la ragion cel dimostra, perché, nel rompersi, fa alquanto di stre[p]ito.
[In margine:] [Fig.1.a]
a.
[Fig.4.a]
Otro premuto.
[Fig.5.a]
Piombo otro.
[Fig.6.a]
a b gocciola.