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Casi 21.
Se li ostaculi delle acque saran premanenti, le profondità de' fiumi, da essi causate, saranno ancora loro premanenti. E se lo ostaculo d'esse acque sarà mobile, [le] profondità da quello causate ancor loro saranno mobile. E se l'ostaculo mobile s'accosta all'argine del fiume, esso immediate fia causa di piegare tutto il fiume; e questo accade, ché l'acqua, che passa infra lo ostaculo e l'argine, cava essa argine; e ancora che l'ostaculo poi cammini su per lo fondo del fiume, dirieto al corso dell'acque, non resta però che la già fatta concavità nell'argine non si vadi al continuo crescendo e ampliando, per l'acqua, che dentro vi si raggira, come per la 4 del 3° si dimostra, e che l'acqua di quella risaltata all'opposita riva non facci un'altra simile [c]oncavità in essa riva; la quale andrà al continuo crescendo, e po' ritorna risaltando sotto la prima concavità; e così successive mente seguita, insin che tale impito dalla universal corrente del fiume è consumato. Come nessuno ostaculo debbe avere parte alcuna di faccia diritta inverso [Fige 1.a e 2.a] il fondo del fiume; e questo si dice, perché l'acqua non v'abbi dentro a percuotere, e scalzarlo dinanzi e da parte. Nessuno ramo ...
Quelli fiumi aràn poca stabilita sopra i letti loro, li quali per larghe pianure discorrano infra le argine di poca altezza. L'acqua, che risalta da l'una all'altra riva, seguirebbe infine il moto da essa riva, se non fussi chiamata in loco di maggiore bassezza; la qual bassezza fu causata, (g) quando il fiume era nella sua inondazione; la (quale) quale inonazione superava il colle della ghiara da lei condotta; dopo la qual superazione fece concavità nel fine d'esso colle, (ri) dove, poi che 'l colle rimarrà scoperto dall'acqua, e' resterà la predetta concavità, che (r) attrarrà a sè l'acqua (d) di qualunche parte essa si troverà più [Fig.3.a] alta (co) di lei : come : se l'acqua si movessi di a n, e corressi, e empiessi tutto il fondo a c n m, l'acqua, che nel fondo percosse l'obbietto a, perse impeto, e fece il colle a b tutto di ghiara gittata fori della corrente a d b m; e l'acqua, che lì (passò di s) la condusse, quando li mancò l'impeto, lì la lascio, e attese poi a discenderne, ripigliando nuovo impeto, col quale (a) cavò il fondo c, dove, poi che 'l fiume s'abbassò, l'acqua quivi di tutto il fiume discese, come loco più basso. Le equalità dell'acqua, colla equalità (del canale) del fondo e argini, e dell'aria, onde passa l'acqua, mai rem(v)overà il fiume del suo primo ordine. Quando la inequalità si genera nel sito, dove l'acqua si move, allora l'acqua (c) si farà di disequale potenzia, e farà inequale il rimanente del fondo e argine del fiume. La inequalità del letto del fiume si gienera dalla inequalità dell'acqua, potenzia (dell'aria, che sopra quelli), che sopra quello si muove. La inequalità dell'acqua, che prima era nel moto equale, si causa dalla disequalità del vento, che le resiste, o che la percuote. Il moto più veloce o tardo dell'acque fa il fondo più concavato o piano. Il moto più tardo o veloce del fiume è causato d'aver transito più stretto o più largo, essendo il fondo d'equale obbliquità. L(c)e rotture dell'argine, d'equal intervallo e resistenzia, si causa dalle varie obbliquità del fondo suo. Dentro alle stretture o sostegni de' fiumi lacqua si tarda, (e dopo) e in quelle e dopo quelle, per alquanto spazio, restora la sua passata tardità colla velocità del moto suo. Quell'acqua si farà più tarda, che (al suo f) al fine del suo corso procede per più lunga via; e così, de converso, quell'acqua si farà più veloce, che al fin del suo corso per più retta linia si muove. Dove, ne' canali, che trar si debbon de' fiumi, non si trova al principio gran movimento, il canale fia in breve riempiuto di materia. Ogni canale, che si cava del fiume, sia principiato dove percote la principal corrente del fiume. Non si volterà mai il fiume, se no si apre tanto di canale, nella percussione d(i)el suo moto refresso, (quanto) che sia capace di ricevere tutte l'acque del predetto fiume. Dove il fiume, che corre torbido, passerà per alcun padule, esso rimpierà e ammunirà il fondo di tal padule, lasciando a sè stesso soffiziente canale.
[In margine:] [Fig.3.a]
n d m b a c.
61 in A.