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Casi 12. Questi son casi, che ànno a stare nel principio.
[Fig.1.a] L'aria, (che in piccola quantità) che si sommerse insieme coll'acqua, che sopra l'altra acqua [Fig.2.a] percosse, ritorna alla(ltra) aria,(si) penetrando l'acqua in moto fressuoso, (m[u]tandosi in moltissime e varie figure di) variando (sè stessa) il suo corpo in moltissime forme. E questo accade, perché (il lieve non po stare sotto il grieve, anzi, (se) al continuo è premuto (for) dalla parte del liquido, che sopra se li posa; e perché l'acqua, che li sta perpendiculare, è più potente che l'altra al suo discenso, essa acqua sempre (fugi) è scacciata da essa parte d'acqua, che le fa coperchio, onde si move sempre per la laterale, che manco ( ) l'aggrava, e per conseguenza manco resiste, per la 5a del 2° : e perché essa (à a fare il suo moto per la via più brieve), no si dilata mai (fori de) dal suo cammino, se non per tanto, quanto essa scifa quell'acqua, che disopra la copre. Giunta (l'acqua) l'aria, inclusa nell'acqua, alla sua superfizie, immediate compone una figura di mezza spera, la quale è vestita di sottilissima tenacità d'acqua. Questo per necessità accade, perché (l'acqua à sempr' in sè colleganza, la quale è tanto più potente, quanto l'acqua è più vischiosa); e giunta tale (ac) aria all'aprimento della superfizie dell'acqua, dove, non trovando più peso, che di sopra la priema, si leva in testa la superfizie d'essa acqua con tanto peso d'acqua con quella congiunta, ch'ella possa avere la predetta tenacità; e quivi si ferma con perfetto circolo per basa d'una mezza spera, (L'acq) la qua[le] à la predetta perfezione, perché uniforme mente fu distesa la sua superfizie da uniforme potenzia d'aria; e non po essere più che mezza spera, perché nel diamit[r]o de' corpi sperici è la lor maggior larghezza; e se essa aria rinchiusa fussi più che mezza spera, e' sarebbe minore la basa che dov'è la linia diamitrale, onde l'arco di tal mezza spera non arebbe spalle o ve[r] resistenzia nella sua parte più debole, cioè, la più larga, onde si verrebbe a rompere in tal sito di maggiore larghezza, perché (sempr'è la parte più debole di qualunche arco termine della sua maggior larghezza). Uscì l'aria con impeto fuori del corpo dell'acqua, in forma sperica, vestita di sottilissimo panniculo d'acqua; la qual aria, pe l'acquistato peso, non si potè infonder coll'altra aria, ma, ritenuta dalla collegazione de l'acqua, con che tal suo panniculo era collegato, ricade in basso pel superchio peso, sempre crescendo di sua circunferenzia, perché la quantità dell'aria, che prima era in tutto il predetto corpo sperico, si riduce poi 'n un mezzo, il quale è per sè capace di tutta essa aria, sì che esso corpo sperico va tanto discendendo inverso la superfizie dell'acqua, che si congiugnie con lei, colla maggior larghezza, che in lui si trovi, che come disopra dissi, è la sua linia diamitrale. Non è l'aria, vestita di sottile acqua, di perfetta spericità, inel caso sopra detto, perché la parte dell'acqua, con che tale aria si veste, è più grave dov'ell'è più perpendiculare al cent[r]o del cierchio, che si fa basa d'essa mezza spera, onde in tal sito più s'abbassa, perché (quella parte della cosa, ne' sua stremi sostenuta, è tanto più debole), (quant'essa è più distante al suo firmamento). ((e però) e quella cosa più presto discende, che à più debol sostentaculo). Quella parte dell'aria, da pannicol d'acqua vestita, sarà di più perfetta spericità, la qual sarà di minor figura : questo si prova per la ragion sopra detta, perché tali corpi son vestiti di panniculi d'equal grossezza : perché; se l'aria, che uscì della superfizie dell'acqua, fu (piccola quan) poca, essa sospinse in alto piccola quantità di tal panniculo, e di quel si vestì; e perché la maggiore sua altezza è più vicina al suo fermamento che non fu quella d'un mag[gior]e, essa si mantiene più che esso maggiore. (Tutta) L'aria, ch'è superata dal peso del panniculo dell'acqua, che la veste, penetra in piccole particule per esso panniculo, le quali, pe le ragion dette, non si po separare dalla sua colleganzia, o ver vischiosità, onde disciende, per l'acqu[i]stato peso, dalli lati d'esso corpo, e si fe[r]ma congiunto alla basa della mezza spera d'aria, onde discese. Rompesi la mezza spera dell'aria, vestita dall'acqua, nel 3° della sua curvità : questo è provato nelli archi de' muri, e però la lascierò in questi ricordi, ma ben la metterò nel libro, dov'è neciessaria. Quella parte dell'acqua è più alta, ch'è più remota dal centro della (sua gro) spera del foco e dell'aria e dell'acqua, ma non della terra, perché non à figura sperica matematica; e per questo il cientro della sua gravità non è concentrico col centro delle spere delli altri 3 elementi. L'acqua per sè non si move, s'ella non discende : adunque, quand'essa è nella sua spera, essa non à parte in sè più basse l'una che l'altra, onde per sè non si move(da)rà, se da altri non fia mossa : e le 2 predette prove son bastanti a provare l'acqua essere sperica e per sè sanza moto; e per conseguenza, tutte l'acque, che si movano per sè medesime, son più basse da uno stremo che dall'altro, cioè, nella loro superfizie; onde, trovando il discenso, essa vi corre, perché non v'à sostentaculo. Come mai per sè l'aria non po premanere sotto l'acqua, anzi, sempre vole star di sopra nel suo contatto : sia in questa pruova imaginato essere 3 elementi, e la terra sia nulla, e che (no) si lasci(a) cadere una quantità d'acqua in fra l'aria : essa non potrà stare sopra l'aria, perché il più debol corpo (non) liquido non po sostenere il più grave, onde l'aria, come corpo più raro dell'acqua, no potendo sostenerla, le darà loco; e così farà successiva mente, infin che fia condotta all'infima bassezza; ponendo che non si vaporassi e si convertissi in aria, per la lunga sua confregazion coll'aria; ma imaginian di torne tanta, che una parte vi giunga : dico, che, consumato il suo impeto, tra mo[to] refresso e' ncidente, che essa farebbe intorno al centro, ella si fermerebbe in esso cientro sotto a tutta la spera dell'aria equalmente, perché il cientro delli elementi è la (b) più bassa parte, che in lor si trovi, perché (più bassa è quella parte, ch'è più remota alla somma altezza del suo tutto). Questa è concepzione.
[In margine:]
L'acqua monta per sè su per l'argine renosa del fiume, e la inzuppa di sè medesima, contro alla natura de la sua gravezza.
[A destra del frammento precedente, fig.1.a]
a vescica d'acqua.
L'acqua attrae a sè l'altra acqua, che con lei si tocca : pruovasi nel sonaglio fatto colla canna d'acqua e di sapone, perché il buso, onde l'aria li entra in corpo e lo allarga, poi che 'l sonaglio è diviso dalla canna, immediate si richiude, correndo l'un de' lati del labro contro alla sua parte opposita, e con quella si congiugnie e stabilisce.
[Fig.4.a]
Ancora, una piccola gocciola entra in corpo all'altra.
Se tu mi conciedi, per la pruova di tali vesciche d'acqua, che l'acqua abbia tenacità in sì piccola sua sottilità, tu mi concedi, che quel, che fa la parte, mi farà il suo tutto.
Il sonaglio, fatto infra l'aria, che rompe la sua tenacità, colla canna, che lo soffia, non cade in figura sperica, perché la superchia sua acqua corre di sotto, e dà lì peso più che altrove, onde li affretta il moto, e lo rompe disopra nel 3°.