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Il modo della prima valitudine (e pre) del ficca[re] i pali a castello è che l'omo (tiri su) levi in alto tanto di peso di percussore, quanto è il peso di sè medesimo; il quale sia fatto in tanto tempo, quanto esso omo, voto di peso, po montare (s) con prestezza sopra una scala a pioli (ta). Ora, questo omo immediate (m) metterà il piè nella staffa, e discienderà con tanto di pe[so], quanto è l'ecciesso, che esso arà sopra del percussore, che per avventura sarà una libbra, la qual po portar (ton) con seco (vi) in un sasso; e po' leverà tanto di peso, quanto è la sua propria gravezza, per chi pur la volessi riprovare alla minuta; di poi levi il piè del capo della scala, esso discienderà, e 'l percussore si leverà in alto e per sè si chiaverà e rimarrà in alto, insino a tanto che l'omo sia dismontato della staffa, e poi r[i]montato; e con una cordicella si disserrerà il percussore, (e cade) e discienderà con furia sopra la testa del palo; che si de' ficcare, e colla medesima furia si leverà (la) di novo la staffa al piè del(mo)l'omo; e di novo [Fig.e 1.a a 4.a] farà il simile. E se tu vorrai più omini, tolli più corde, che rispondino in una sola corda, e più scale, perché il numero delli omini a un tempo salga alla sommità d'esse scale, e a un tempo, dato alla sciloma navale, sia messi li piedi nelle staffe, e a un tempo rimontati; e 'l lor riposo fia nel tempo del discendere; e poca fatica è a chi monta per le scale a braccioli, perché quivi si monta co'piedi e colle mani, e tutto il peso dell'omo, che si carica sopra le mani, manca sopra li piedi; sì che per tanto stia sempre uno, che faccia la sciloma. Come li modi del tira[re] a braccia il percussore de' pali non è di troppa [Fig.e 6a e 8.a] valitudine, perché l'omo non po levare peso quant'è sè medesimo, se lui non si sostien tutto sopra le sua braccia, la qual co[sa] far non si può, se la corda, dove lui si sostiene, non è perpendiculare al centro della sua gravità; la qua[l] cosa accadere non può, 'n'una gran moltitudine, che tirino tal peso di percussore, se non a uno solo omo. Sempre, dinanti alle chiuse de' fiumi, fatte di traforati e rari pali, si debbe [Fig. 9.a] fare una arginetta bassa, poco più alta che la pelle dell'acqua, acciò che l'acqua, per le piene, cadendo di quella, viene a cavare il fondo, e nel suo balzare porta con seco (ch) ciò, che di tal fondo cava, e lo posa dinanti alla chiusa maggiore, e falle scudo con tal materia portata; e l'acqua, che di tale profondità surge, percote la sommità della chiusa di sotto in su per ismusso, onde non fa né percussione, né danno. Ma, se la chiusa sta all'usanza comune, l'acqua, che dentro vi percote, si spargie insù e [Fig. 11.a] 'ngiù, sì come in qua e in là; e quella parte, che si volta ingiù, cava il terren dirieto alli pali, e po' li smove e ruina, insieme coll'impeto dell'acqua. Sempre, (ne) a piè dello obbietto, che fa piegare il fiume, [Fig. 7.a] fia gran profondità, e a riscontro poca. I pendenti delle pescaie debbono essere lastricati di grosse [Fig. 5.a] lastre, delle quali alcune per piano, e alcune per taglio s'incatenino, e sieno fermamento delle altre. Dove sono le gran cadute d'acqua, quivi sempre è l'aria grossissima, perché l'acqua in tal loco si vapora e si infonde per la circunstante aria. Quanto l'acqua, che versa sopra la sua chiusa, sarà più vicina alla (predetta chiusa) sua caduta, tanto arà la sua pelle più tirata e piana : questo accade, perché il moto veloce dell'acqua, che cade, bisognia che sia restaurato dall'acqua, che succede, se non, mancherebbe di sua altezza. Quell'acqua si leverà colla sua onda più alto (che nessuna altra pi) dalla comune superfizie de l'acqua del pelago, la qual fia più vicina al loco, dove cade nel pelago. Quando l'acque di diversi lochi concor[Fig. 10.a] rano a una buca, che sia nel fondo del fi[u]me, allora tale acqua fia forata, insino a che ritrovi l'uscita di tal buca, e questa tal perforatura fia piena d'aria insino al fondo dell'a(l)cqua. Non po seguire il moto revertiginoso stretta mente sotto l'acqua, se esso raggiramento d'acqua non à l'aria in mezzo di sè. Quel[Fig. 12€.a] l'acqua farà subita concavità nella sua argine di terra, la quale percote, infra angoli equali, in qualunche obbietto escie d'essa argine. La pioggia, che si parte dal nugolo, non cade tutta in terra : questo accade per la confregazione, che essa à coll'aria da lei penetrata, perché (ta) in tal confregazione si consuma (in gra) o tutta o in gran parte, e si infonde colla predetta aria; e spesso si vede i nuvoli (tr) disciendere inverso terra, e immediate troncarsi (e re) a uso di coda di cavallo, e restare invisibile; e si converte in vento. L'acqua, che spira pel piccolo spiraculo del vaso, ov'ella bolle, soffia con furia, e tutta si converte in vento; con questa si volta l'arrosto : in A, a 95. Nascie il vento da umidità vaporata : in 54, in A.
[In margine:] [Fig. 2.a]
4000.
20 omini a 20 corde staffate, le quali staffe si posin sopra un'asse, che scocchi.
[Sopra la fig. 5.a]
Pendente di pescaie, con sassi lastricate.