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Quel(frusso)la parte del frusso e refrusso del mare sarà di maggior varietà dalla sua (in) somma (o infima altezza) altezza alla infima bassezza, la qual fia più vicina alla sua causa.
Variasi forte il frusso e refrusso del mare vicino a que' lochi, donde le vene delle acque si partan de' fondi de' mari per dare le continue acque alli fiumi, che delli alti monti poi discendano.
Queste vene sono di due nature, delle quali l'una è di quelle (vene), che sono al continuo versamento ne' fiumi; e altre sono, che riversano in mare, e surgon dolci sopra le altre acque salse : la qual cosa nascie(re) per esser loro nate da pelaghi (s(p) c) scoperti all'aria, i quali son più (remot) alti che l'acque marine, altrementi tal surgimento non arebbe loco. Benché, si potrebbe dire, che, sì come le vene delli monti versano alli lor piedi, che tali vene potrebbono ancora versare sotto il mare. Vedesi una vena surgere in Cicilia, la quale, a certi tempi dell'anno, versa foglie di castagno in moltitudine; e in Cicilia non nascie castagnie : è adunque necessario che tal vena esca d'alcun pelago dell'Italia, e vada poi sotto il mare, e sbocchi poi in Cicilia. Inello stretto di Tracia, il mare (se) di Ponto sempre versa nel mare Egeo, e mai l'Egeo in lui; e questo diriva, che 'l mare (s) Caspio, che con 500 mi[glia] li sta per levante, colli fiumi, che in lui versano, sempre versa per cave sotterrane in esso mar di Ponto; e 'l simile fa il Tanai col Danubio, in modo che sempre esse acque Pontiche son (sempre) più alte che quelle dello Egeo; (p) e perciò le più alte sempre dis[c]endano nelle basse, e non mai le basse nelle alte. Dicano alcuni, che l'acque, che surga nelle cime delli alti monti, son dell'acque del mare, la quale è più alta che le cime de' maggior monti, che si trovi : la qual cosa abbian provato, come la superfizie del mare è più bassa che qualunche parte si trovi di terra scoperta dalle acque, o che alcuna parte di superfizie di fiume, che in esso mare versi. Altri dissono, che l'acque, che versan sopra l'a[l]te cime de' monti, sono discese dalli maggiori monti de l'universo, li quali, essendo coperti di neve, si vengano a risolvere al tempo della state; la quale openione si riprova falsa, imperò che, se così fussi, (le la) che di state la resoluzion delle nevi, entrata per cave sotterrane e per le vene della terra, avessi a mandar l'acque nelle cime de' monti più bassi d'esse bocche di vene, (e) noi aremmo di tal vene più acqua di state che di verno; la sperienza ci mostra in contrario.
Tutte l'uscite dell'acque, dal monte nel mare, portan con seco (la ghiaia del m) li sassi del monte in esso mare; e, per la inondazion dell'acque marine contro alli sua (argine) monti, esse pietre eran rebuttate inverso il monte; e nell'andare e nel ritornare indirieto delle acque al mare, le pietre insieme con quella tor[n]avano, e, nel ritornare, li angoli loro (co) insieme si percoteano, e, come parte men resistente alle per(g)cosse, si consumavano, e facean le pietre sanza angoli, (qua) in figura ritonda; come ne' liti dell'Elba si dimostra; e quelle rimane[a]n più grosse, (ch'eran più) che manco s'eran remosse dal lor nascimento; e così quella si facea minore, che più si rimovea dal predetto loco, in modo che (all'ulti), nel procedere (in), si converte in ghiara minuta, e poi in rena, e in ultimo in fango. Di poi che 'l mare si discostò dalli predetti monti, la salsedine lasciata del mare, con altro omore della terra, à fatto una collegazione a essa ghiara e rena, che la ghiara (in tufo, e) in sasso, e la rena in tufo s'è convertita. E di questo si vede l'esemplo in Adda, all'uscire de' monti di Como, e in Tesino, Adice, Oglio, e Adriano dell'Alpi de' Tedeschi; e 'l simile d'Arno, del monte Albano, intorno a Monte Lupo e Capraia, dove li sassi grandissimi son tutti di ghiaia congelata, di diverse pietre e colori. Quella cosa, che sarà più (grave) lieve, più remota fia portata dalli fiumi dal loco, onde le sue acque la tolsono; e così la più grave fia (m) per minore spazio remossa dal loco, onde si divise. Quella percussione dell'acqua più lieva dell'ar[Figure] gine de' fiumi, la quale percote essa argine infra angoli più equali; e così, de converso, leverà meno, dove li angoli saran più disformi.