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[I]
Taglia il subbietto nel mezzo della spina, ma prima lega il chilo e arteria acciò non versi, e così potrai vedere le vene moroides a mezzo a mezzo, cioè in ciascuna divisione d'esso subbietto.
[II]
Del notrimento che fa la putredine.
Dico che li stremi delle vene miseraiche, le quali attraggano a sé la sustanzia del cibo incluso nelle intestine, essere allargati mediante il calor naturale dell'omo, perché il caldo disgrega e allarga e il freddo congrega e restrigne; ma questo non sarebbe abbastanzia se in esso calor non s'aggiugnessi il fetore che fa la corruzione del sangue rimesso dalle arterie in esse intestine, il quale sangue fa in esse intestine non altrementi che si facci nelle sepolture; il quale fetore allarga le viscere e penetra in tutte le porosità e ingrossa e gonfia li corpi in forma di botti. E se tu dicessi che esso fetore pigliassi caldezza ne' corpi, questo non fia confermo ne' corpi confiati coperti di neve. E la potenzia del fetore è molto più agile e multiplicativa che 'l caldo.