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[I]
Ritrai il braccio di Francesco miniatore che mostra molte vene.
[I]
L'arteria e la vena che ne' vecchi s'astende infra la milza e 'l fegato, si fa di tanta grossezza di pelle ch'ella serra il transito del sangue che viene dalle vene miseraiche, per le quali esso sangue trascorre al fegato e al core e alle due vene maggiori, e, per conseguenza, per tutto il corpo. E tali vene, oltre allo ingrossamento di pelle, crescano in lunghezza, e sì s'attorcigliano a uso di biscia e il fegato perde l'omore del sangue che da questa li era porto. Onde esso fegato si dissecca e fassi a modo di crusca congelata, sì in colore come in materia, in modo che con poca confregazione che sopra esso si faccia, essa materia cede in minute particule come segatura, e lascia le vene e arterie. E le vene del fiele e dell'ombelico, che per la porta del fegato in esso fegato entravano, rimangano tutte spogliate della materia d'esso fegato a uso della meliga, o saggina, quando n'è spiccati li sua grani.
[Fig. 2]
Giovane.
[Fig. 3]
Vecchio.
[V]
Farai in queste sorte di dimonstrazioni li veri dintorni delli membri con una sola linia, e, in mezzo, situa li sua ossi colle vere distanzie dalla sua pelle, cioè pelle del braccio; e, poi, farai le vene che sieno intere in campo transparente, e così si darà chiara notizia del sito dell'osso, vena e nervi.
[II]
Quasi universalmente tu troverai il transito delle vene e 'l transito de' nervi essere a un medesimo cammino e rddirizzarsi a' medesimi muscoli e ramificare nel medesimo modo in ciascun d'essi muscoli, e ciascuna vena e nervo passare coll'arteria infra l'uno e l'altro muscolo e ramificare in essi con equal ramificazione.
[IV]
Natura delle vene nella gioventù e vecchiezza.
Quanto le vene s'invecchiano, esse si destruggan la loro rettitudine nelle lor ramificazioni, e si fan tanto più fressuose, ovver serpeggianti, e di più grossa scorza, quanto la vecchiezza è più abbondante d'anni.