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[I]
L'arteria e la vena che ne' vecchi s'astende infra la milza e 'l fegato, si fa di tanta grossezza di pelle ch'ella serra il transito del sangue che viene dalle vene miseraiche, per le quali esso sangue trascorre al fegato e al core e alle due vene maggiori, e, per conseguenza, per tutto il corpo. E tali vene, oltre allo ingrossamento di pelle, crescano in lunghezza, e sì s'attorcigliano a uso di biscia e il fegato perde l'omore del sangue che da questa li era porto. Onde esso fegato si dissecca e fassi a modo di crusca congelata, sì in colore come in materia, in modo che con poca confregazione che sopra esso si faccia, essa materia cede in minute particule come segatura, e lascia le vene e arterie. E le vene del fiele e dell'ombelico, che per la porta del fegato in esso fegato entravano, rimangano tutte spogliate della materia d'esso fegato a uso della meliga, o saggina, quando n'è spiccati li sua grani.
Il colon e l'altre interiori ne' vecchi molto si ristringano, e ho trovate loro pietre nelle vene che passa sotto le forcole del petto, le quali eran grosse come castagne, di colori e forma di tartufi, ovver di loppa o marogna di ferro; le quali pietre eran durissime come essa marogna e avea fatti sacchi appiccati alle dette vene a modo di gozzi.
[III]
E questo vecchio di poche ore innanzi la sua morte mi disse lui passare cento anni, e che non si sentiva alcun mancamento nella persona altro che debolezza. E così, standosi a sedere sopra un letto nello 'spedale di Santa Maria Nova di Firenze, sanza altro movimento o segno d'alcuno accidente, passò di questa vita.
E io ne feci notomia per vedere la causa di sì dolce morte, la quale trovai venire meno per mancamento di sangue e arteria che notria il core e li altri membri inferiori, li quali trovai molto aridi, 'stenuati e secchi. La qual notomia discrissi assai diligentemente e con gran facilità, per essere privato di grasso e di omore, che assai impedisce la cognizione delle parte. L'altra notomia fu d'un putto di due anni, nel quale trovai ogni cosa contraia a quella del vecchio.
[IV]
Li vecchi che vivano con sanità moiano per carestia di nutrimento. E questo accade perché elli è ristretto al continuo il transito alle vene miseraiche, per lo ingrossamento della pelle d'esse vene sucessivamente insino alle vene capillari, le quali son le prime che interamente si richiudano. E da questo nasce che li vecchi teman più il freddo che li giovani, e che chelli che son molti vecchi hanno la pelle di color di legno, o di castagna secca, perché tal pelle è, quasi al tutto, privata di nutrimento.
E tale tonica di vene fa nell'omo come nelli pomeranci, alle quali tanto più ingrossa la scorza e diminuiscie la midola quanto più si fanno vecchi. E se tu dirai che lo ingrossamento del sangue non corre per le vene, questo non è vero, perché il sangue non ingrossa nelle vene perché al continuo more e rinasce.