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[I]
Principio come le spezie de' corpi s'intersegano nelli labbri delli spiraculi da lor penetrati.
[Fig. 1]
a b c d e f g h m n
[II]
Che differenzia è dalla penetrazione delle spezie che passano per ispiraculi stretti a quelle che passan per larghi spiracoli, e da quelle che passan ne' lati de' corpi ombrosi.
[Fig. 2]
b c d e f g h i K L m n o p q r S
[III]
Del moto delle spezie delli obbietti immobili.
Movansi le spezie delli obbietti inmobili moven' li labbri di quello spiracolo donde li razzi delle spezie penetrano.
E questo accade per la nona che dice: le spezie di qualunche corpo son tutte per tutto e tutte in ogni parte del sito a lor circunstante. Seguita che movendo un delli labbri dello spiracolo donde tali spezie penetrano in loco oscuro e lascia li razzi delle spezie che li erano in contatto e si congiugne con altri razzi d'esse spezie che li eran remoti, ecc.
[IV]
Del moto del labbro destro o sini o superiore o inferiore.
Se moverai il lato destro dello s
iracolo, allora si moverà la impressione sinistra dell'obbietto destro che penetrava per esso spiracolo. E 'l simile faran tutti li altri lati di tale spiracolo. E questo si prova coll'aiuto della seconda di questo che dice: tutti li razzi che portan le spezie de' corpi per l'aria son rettilini. Adunque avendo a passare le spezie delli corpi massimi per li minimi spiraculi, e dopo tale spiracolo ricomporsi alla massima dilatazione, egli è necessario generarsi la intersegazione.
[V]
Se li colori dell'arco nascan dal sole.Li colori dell'arco non nascan dal sole perché in molti modi si generan tali colori sanza sole, come accade nell'accostare all'occhio il bicchieri dell'acqua nel vetro del quale sia le minute visciche che esser sòle nelli vetri mal purgati. Le quali visciche, ancora che non si veda il sole, generan da un de' sua lati tutti li colori dell'arco. E questo vedera' nel metter tale bicchieri infra l'aria e l'occhio tuo, in modo che sia in contatto a esso occhio e che tale bicchieri abbia una parte per la qual penitri al lume dell'aria e, dall'altro, l'ombra della pariete lateral di tal finestra destra o sinistra, ché non fa caso qual lato si sia. E così voltando tal bicchieri intorno, vederai li detti colori intorno a esse visciche del vetro, ecc. E li altri modi direno a suo loco.
[VI]
Come l'occhio non ha partecipazione
alla generazion de' colori dell'arco.
L'occhio, nella sopra detta esperienza, pare aver participazione alli colori dell'arco, perché esse vesciche del vetro non mostran da sé tali colori se non mediante l'aspetto dell'occhio. Ma se tu poni tal bicchieri pieno d'acqua sul piano della finestra, in modo che dall'opposita parte lo ferischino li razzi solari, allora tu vederai li predetti colori generarsi nella impression fatta dalli razzi solari penetrata per esso bicchieri e terminata sopra il pavimento in loco oscuro a' piedi d'essa finestra. E perché qui non s'adopera l'occhio, possian con certezza manifestamente dire tali colori non avere parte alcuna dall'occhio.
[VII]
Delli colori posti nelle penne d'alcuno uccello.
Molti sono li uccelli nelle varie region del mondo nelle penne de' quali si vede belissimi colori generarsi nelli lor diversi movimenti, come far si vede, infra noi, alle penne delli pagoni o nelli colli dell'anitre o delle colombe, ecc.
Ancora nelle superfizie delli antichi vetri trovati sotto terra e innelle radici de' ravanelli stati lunhgo tempo ne' fondi delle fonte o altre acque immobili, che ciascuna di tal radici è circundata da archi simili al celeste. Vedesi nell'untuosità sparsa sopra l'acqua; ancora nelli razzi solari rifressi dalla superfizie del diamante o berillo; ancora nell'angolo fatto dal berillo; ogni cosa oscura la qual termini coll'aria o altra cosa chiara e circundata da tale arco interposto infra l'aria e detta cosa oscura. E così molti altri modi li quali lascio perché questi son bastanti a tal discorso.
[I]
Della linia centrale dell'occhio.
Solamente una linia è quella infra le spezie che, penetrano alla virtù visiva, nona si intersega. E questa non ha virtù sensibile perché è linia matematica, la quale ha origine dal punto matematico, il quale non ha mezzo.
[II]
Della intersegazione delle spezie nella popilla dell'occhio.
La intersegazione delle spezie nello introito della pupilla non s'infondano l'una nell'altra in quello spazio dove tale intersegazione le unisce. E questo si manifesta perché se li razzi del sole passa per li dua vetri che sieno infra loro in contatto, de' quali vetri l'un sia azzurro e l'altro giallo, allora il raz in esso penetrato non si tignerà d'azzurro né di giallo, ma di bellíssimo verde. E il medesimo accaderebbe all'occhio se le spezie de' colori gialli e verde nella intersegazion da lor fatta infra sé nello introito della popilla, s'avessimo a infondere l'una nell'altra. La qual cosa non accadendo, tal mistione non è in essere.
[III]
Ciò che vede la luce dell'occhio è veduto da essa luce. E ciò che vede la luce è veduto dalla sua popilla.
[IV]
Natura delli razzi che si compongano
delle spezie de' corpi e loro intersegazione.
La rettitudine delli razzi che porta per l'aria la figura e color de' corpi donde si partano, non tingano di sé l'aria, né ancora possan tignere l'uno l'altro nel contatto della loro intersecazione, ma sol tingano il loco dove e' perdano il loro essere, perché tale loco vede, ed è veduto, dall'origine d'essi razzi, e nessuna altra cosa che circuisca essa origine può essere veduta dal loco do tal razzo, tagliandosi, resta destrutto, quivi lasciando la preda da lui portata.
E questo si prova per la quarta de' colori de' corpi dove dice: la superfizie d'ogni corpo opaco participa del colore del suo obbietto. Adunque è concluso che i' loco che, mediante il razzo che porta le spezie, vede ed è veduta dall'origine di tale spezie si tinga del colore d'esso obbietto.
[Fig. 3]
Giallo; azzurro; azzuro; giallo.
[V]
Come innumerabili razzi delle innumerabili
spezie si possa ridurre 'n un sol punto.
Siccome in un punto passan tutte le linie sanza occupazione l'una dell'altra per essere incorporee, così possan passarvi tutte le spezie delle superfície. E siccome ogni dato punto vede ogni antiposto obbietto e ogni obbietto vede l'antiposto punto naturale, ancora per esso punto può transire li diminuiti razzi di tale spezie, dopo il transito delle quali si riformeranno e ricrescerano le quantità di tali spezie. Ma le loro impressioni saran riversce, come è provato nella prima di sopra, dove dice che ogni spezie s'intersega nello introito delli stretti spiraculi fatti in materia di mínima grossezza. Leggi a riscontro in margine.
[Fig. 5]
a f c n d e b
[VII]
Se la linia centrale delle spezie si pò in sé
intersegare dentro allo spiracolo o no.
Impossibile è che la linia in sé si possa intersegare, cioè che 'l lato destro d'una della sua fronti passi al lato sinistro del lato della fronte opposita e così il suo lato sinistro passi al lato destro, perché tale intersegazione richiede due linie per li due detti lati, delli quali non si può dar moto da destro e sinistro e da sinistro a destro in sé medesimo se non v'è spazio di grossezza il qual sia capace di tal moto. E se v'è spazio ella non è linia, anzi è superfizie, e noi cerchiamo la natura della linia e non d'essa superfizie. E perché la linia, non avendo mezzo nella sua grossezza, essa non si può dividere, adunque concludiano la linia non potere aver lati intersegabili infra loro. Pruovasi nel moto della linia a f in a b e della linia e d in e f, li quali son lati della superfizie a f e b. Ma se tu moversi la linia a b e la linia e f colle fronti a e al sito c, tu arai mosso li oppositi stremi f b l'uno in verso l'altro al punto d e arai, di due linie, fatto la linia retta c d, la quale risiede in mezzo alla intersegazione d'esse due linie nel punto n sanza alcuna intersegazione. Perché se tu inmaginerai tale due linie essere corporee, egli è necessario che, mediante il detto moto, che l'una copra integralmente l'altra, essendo equali sanza alcuna intersegazione nel sito c d, e questo basta a provare il nostro proposito.
[VIII]
Difinizion dell'esser della linia.
La linia non ha in sé materia o sustanzia alcuna, ma si può nominare più presto cosa spirituale che sustanzia, e per esser lei così condizionata essa non occupa loco. Adunque le intersegazioni d'infinite linie si può immaginare essere fatta in punto, il quale è sanza mezzo e, per grossezza (se grossezza si può nominare), equale alla grossezza d'una sola linia.
[X]
Come ogni gran quantità manda fuor di sé le sue spezie,
le quali sono in potenzia di diminuire in infinito.
La spezie d'ogni gran quantità, essendo divisibile in infinito, son diminuitive in infinito.
[X]
Come ogni gran quantità manda fuor di sé le sue spezie,
le quali sono in potenzia di diminuire in infinito.
La spezie d'ogni gran quantità, essendo divisibile in infinito, son diminuitive in infinito.
[X]
Come ogni gran quantità manda fuor di sé le sue spezie,
le quali sono in potenzia di diminuire in infinito.
La spezie d'ogni gran quantità, essendo divisibile in infinito, son diminuitive in infinito.