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0118 v
[Fig. 1]
a b c e d f g L K i h
[Fig. 2]
a c e g n p m f d b g h i
[I]
Sono le spezie de' corpi tutte fure per l'aria che le vede e tutte in ogni parte di quella. Provasi. Sien a c e obbietti, le spezie de' quali penetrano il loco oscuro per li spiraculi n p e s'impremano nella pariete f i contrapposta a essi spiracoli. Le quali impressioni sara fatte in tanti lochi d'essa pariete quanto saranno il numero delli predetti spiracoli.
[Fig. 3]
n m o r a x s t v b
[II]
Delli razzi che portan per l'aria le spezie de' corpi.
Tutte le parte minime delle spezie penetra l'una l'altra sanza occupazione l'una dell'altra.
Pruovasi. E sia r l'un de' lati dello spiracolo, a riscontro del quale sia s, occhio, il quale vede lo stremo inferiore o della linia n o, il quale spemo non pò mandare la similitudine di sé a tale occhio s ch'ella non tocchi esso stremo r. E 'l simile fa m, mezzo d'essa linia; e così acade allo stremo superiore n all'occhio v. E se lo stremo n è rosso, v, occhio, non vedrà in tal labbro di spiracolo r il colore verde di o, ma solo il rosso di n, per la settima di questo dove dice: ogni simulacro manda fori di sé le spezie sue per linia brevissima, la quale per necessità è retta, ecc.
[Fig. 5]
a b c o p q r s
[III]
Queste dimostrazioni sono per esemplo dell'occhio.
[Fig. 6]
a m n o p
[IV]
Necessità ha provveduto che tutte le spezie de' corpi antiposti all'occhio s'interseghino in due lochi delle quali l'una intersegazione si genera dentro alla popilla e l'altra dentro alla spera cristallina. Il che, se così non si facessi, l'occhio non potrebbe vedere sì gran numero di cose quanto esse vede. Pruovasi perché tutte le linie che s'intersegano generan tale intersegazione in punto. Con ciò sia che de' corpi non ci si dimostra se non le loro superfizie, li termini delle quali li termini son linie, per la conversa della difinizion delle superfizie. E ogni mínima parte della linia è equale al punto, perché minima è detta quella cosa della quale nessuna altra può essere minore. E questa tal difinizione è simile alla difinizion del punto.
[V]
Nessuna spezie di sì mínimo corpo penetra nell'occhio che non si volti sotto sopra. E nel penetrare la spera cristallina, ancora si rivolta sotto sopra e così ritorna diritta la spezie dentro all'occhio come era l'obbietto di fori dell'occhio.
[Fig. 8]
a b c d e f g h i k m n
[Fig. 12]
a b
[VI]
De pictura.
Natura di movimento nell'omo.
Non replicare le medesime azioni nelle membra dell'omo se la necessità della loro operazione non ti constrigne, come mostra in a b.
[Fig. 13]
a b c d e f v x L K g m n o p q r s t
[VII]
La massima oscurità dell'ombre è la semplice ombra dirivativa, perché essa non vede nessun de' due lumi a b c d.
La seconda di minore oscurità è l'ombra dirivativa, è e f n, e questa è la oscurità minore la metà, perché da un sol lume è rischiarata, cioè c d. E questa è d'uniforme oscurità naturale, perché, per tutto, un sol de' due luminosi la vede, ma si varia colla oscurità accidentale, perché quanto più si scosta da tale lume, men participa della sua chiarezza.
La terza oscurità è l'ombra media, ma questa è d'uniforme naturale, perché quanto più s'avvicina alla semplice ombra dirivativa, tanto si fa più oscura e la uniformità uniformemente difforme accidentale è quella che la corrompe, cioè che quanto più si discosta dalli due luminosi si fa più oscura.
La quarta è l'ombra K r s, e questa si fa tanto più oscura di scurita naturale, quanto essa s'avvicina al K s, perché men vede del lume a b, ma per accidentale più perde d'oscurità, perché più s'avvicina al lume c d. E questa sempre vede li due lumi.
La quinta è di minore oscurità che ciascuna delle altre, perché sempre vede un de' due lumi interi e tutto o parte dell'altro. E qua tanto più perde d'oscurità quanto ella più s'avvicina alli due lumi, e, tanto più, quanto più s'avvicina al lato seriore x t, perché più vede del secondo lume a b.
[I]
Sempre nella...
[Fig. 1]
d e luminoso azzurro; a b luminoso rosso; q e corpo ombroso;
n m ombra azzura; o p ombra rossa; c d, s t.
[II]
Deli colori dell'ombre dirivative semplici.
Li colori dell'ombre dirivative fien sempre participanti delli colori de' corpi che le rischiarano. Pruovasi. E sia il corpo ombroso interposto infra la pariete s c t d e li luminosi d e, azzurro, e a b, rosso. Dico d e, luminoso azzurro, vede tutta la pariete s c t d, eccetto o p, il quale occupa l'ombra del corpo ombroso q r, come mostra le linie d q n e e r p. E 'l simile accade del luminoso a b il quale vede tutta la pariete s c t d eccetto il loco occupato dall'ombroso q r, come mostra le linie d q o e e r p. Adunque si conclude che l'ombra n m vede i' luminoso azzurro d e e, non potendo vedere il luminoso a b, rosso, n m resta un'ombra azzurra in campo rosso misto d'azzurro, perché in campo s c t d vede l'uno e l'altro luminoso, ma nell'ombre non vede se non un sol luminoso. E per questo tale ombra è ombra mezzana, perché se tale ombra non fussi veduta da nessun luminoso, essa sarebbe ombra massima ecc. Ma nell'ombra o p non vede i' luminoso azzurro, perché il corpo q r colla sua interposizione lielo proibisce, ma sol vede il lume rosso a b, il qual lo tigne di color rosso. E così tale ombra rosseggiante resta in campo misto d'azzurro e rosso.
L'ombra del q r in o p, mediante il luminoso azzurro d e, è rossa, e l'ombra d'esso q r, mediante il rosso luminoso a b, è azzurra in o p. Adunque direno che 'l lume azzurro fa in questo caso fare l'ombra dirivativa rossa al corpo ombroso q r e che 'l lume rosso fa fare al medesimo ombroso l'ombra dirivativa azzurra. Ma l'ombra primitiva non sia d'esso colore, ma fia mista di rosso e azzurro.
[Fig. 2]
a b c d e f g o m i K L
[III]
Le ombre dirivative saran d'equale oscurità s'elle nascano da lumi d'equale potenzia e di distanzia. Pruova.
[IV]
De' simulacri.
[Fig. 3]
a b c d e f q p
[Fig. 4]
n m o p q
[V]
Quando lo spiracolo è minore del corpo ombroso tanto meno le spezie penetrate in esso spiracolo penetrano l'una nell'altra.
[Fig. 5]
n a b i K f c b d e h m f g
[VI]
Li simulacri che passano per ispiracoli il loco oscuro, intersegano li lor lati tanto più vicino allo spiraculo quanto esso spiraculo fia di minore larghe. Pruovasi. E sia a b il corpo ombroso, il quale non l'ombra ma il simulacro della sua oscurità e figura manda per lo spiracolo d e, il quale è della larghezza d'esso corpo ombroso. E li sua lati a b, essendo rettilini (com'è provato), è necessario che s'interseghino infra 'l corpo ombroso e lo spiracolo, ma tanto più vicino allo spiracolo quanto esso spiracolo è di minor larghezza che il corpo ombroso, come si dimostra da' lato tuo destro e dal lato sinistro nelle due figure a b c, n m o dove, essendo lo spiracolo destro d e equale i' larghezza al corpo ombroso a b, la intersegazione de' lati di tale ombroso si forma in mezzo infra lo spiracolo e 'l corpo ombroso nel punto c. Il che far non può la figura sinistra per essere lo spiracolo o assai minore del corpo ombroso n m.
[VII]
Impossibile è che le spezie de' corpi si possino vedere infra li corpi e li spiracoli per li quali penetrano li simulacre d'essi corpi. E questo si manifesta perché dov'è l'aria alluminata tali simulacri non si generano evidenti.
[VIII]
Li simulacri raddoppiati per la penetrazion che scambievolmente è fatta dall'uno nell'altro, sempre raddoppia la loro oscurità. Provasi. E sia tal raddoppiamento d e h, il quale ancora che esso non veda se non dentro allo spazio de' corpi in b i, e non resta che esso non sia veduto da f g e dal f m, il quale è composto delli simulacri a b i K, li quali in d e h s'infondano l'un nell'altro.