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[I]
Del core.
Se le vene del polmone non rimettano il sangue nel core quando si strigne nel cacciar fori l'aria.
[II]
Il diaframma ha figura a similitudine d'un cucchiaro assai concavato.
[III]
Quando li muscoli che stan sotto le tette appiccati alle coste stringano esse coste, allora il diaframma forte si concava e strignesi ne' sua termini ch'egli ha colla cartilagine, ovver punte delle coste, ecc.
[Fig. 3]
f g m m n o p r
[Fig. 5]
a n m o r
[Fig. 8]
a b c f g h m n r
[IV]
Ho trovato come necessità fortifica le cartilagini dove si congiugne i labbri anteriori del diaframma quando essa si dilata e spigne in basso la gibbosità delle intestine per crescere lo spazio nella cassa del polmone, acciò che in quella esso polmone possa ricevere l'aria da lui rapita. La qual cosa tal diaframma far non potrebbe se li muscoli interiori del petto non si ritirassino insieme con quelli del collo dirieto e dinanzi al dilatamento e sostenimento di tal cartilagine, come si vede ne' muscoli dinanzi n m, o p, e in quelli dirieto f g, m r, perché volendosi ritirare il muscolo detto diaframma dal mezzo inve li sua circunferenziali stremi, nollo pò fare se tali stremi non sono bene stabiliti. Perché se tale stabilità non si trova, li stremi del diaframma verranno inverso il suo mezzo, e, così, si tirerebbe dirieto le cortilagine, e, per conseguenza, le punte delle coste e la torage a quelle congiunta. Per la qual cosa il petto si restrignerebbe in loco della necessaria sua dilatazione, onde natura provvide colli sopra dette quattro poste di lacerti e muscoli, colli quali non che il petto si ristringa e sie tirato in dentro dalla costrizione del diaframma, ma è aperto e sbarrato con amplia dilatazione dalli predetti musco e lacerti.
[V]
E, per la quinta De forza, è provato quel che di sopra si contiene, cioè che se la forza del panniculo del diaframma non pò spingere in giù le intestine col suo astendersi, che allora tal diaframma tirerà a sé i lati dov'essa, co' sua stremi, si conlega. E si il diaframma h a b, la quale è collegata co'sua stremi alle punte delle coste m c b e m f h. Dico che se tal diaframma si ritirerà in sé co 'le sue forze per disfare la sua curvità h a b e dirizzarzi che, se le sarà proibito dalla globbosità delle intestine dove essa s'appoggia e dove essa sospigne, che allora tal diaframma, procedendo il ritirarsi colla forza che l'avanza, che ella tirerà a sé le pune h b delle coste m f h e m c b e tireralle per la linia a b e a h. E così ristrignera lo spazio h b. Ma la natu ha provveduto colli muscoli r f e r c, li quali pigliano esse coste e le alzano dal m c b in m c n, e dal m f h in m f g. E in questo modo la cassa del polmone si dilata, e fassi capace insieme col polmone, il quale cresce co' lei, perché non si dà vacuo. E per iempiere esso vacuo, l'aria entra nella dilatazione del polmone.
[VI]
Chi tiene il diaframma, che non si dilati
quando le intestine scaccion di sé le lor superfluità.
Gran dilatazione acquisterebbe il diaframma quando le intestine son ristrette e premute dalli muscoli trasversali per iscacciar fori di sé le superfluità, se non fussi li muscoli anmor, li quali stringano le coste insieme con gran potenzia in modo che resistano alla dilatazione d'esse coste e, per conseguenza, alla dilatazione d'esso diaframma. Per la qual cosa el diaframma si serra in sé quanto pò e ripreme in giù l'accrescimento delle intestina, il quale quivi ricorre, essendo premute di sotto da essi muscoli trasversali. Per la qual cosa le superfruità fuggano di sotto.