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[I]
Del muscolo detto diafragma e sua giovamenti.
Li uffizi del diafragma son quattro. El primo è perché esso sia principio della dilatazione del polmone col quale s'attrae l'aria. Il secondo perché esso priema lo stomaco da lui coperto e ne cacci il cibo digestito alli intestini. Terzo, perché stringa e aiuti priemere le intestine insieme col mirac a scacciarne fora le superfluità. Quarta, perché separi li membri spirituali dalli naturali. Li quttro predetti uffizi esercitati dal diaframma son da lui fatti per una medesima causa, la quale è sol per la sua astensione e attrazione. E per la astensione si scaccia fori il vento del polmone, la quale astensione non è fatta da esso diafragma, ma dalla rarefazione del vento che prima si condensò nelle intestina quando li diaframma si ritirò e accrebbe la capacità del polmone tirandosi dirieto l'aria. E quando tal diaframma s'allenta, e' non era soffiziente per se medesimo e incurvarsi e fare la gran concavità se le premute intestine non si dilatavano e accrescevano sotto essa diaframma. E in tal tempo esse intestine priemano lo stomaco di sotto in su contro al diafragma, e lo constringano a mandar fori parte del chilo che i' lui si genera. Dipoi, quando il diaframma si ritira, esso prieme lo stomaco di sopra in giù e acora lo costrigne a mandare fori qualche parte d'esso chilo. E se tu dirai non essere possibile che il vento si condensi nelle intestine premute da esso diaframma, perché se uno intestino è premuto di sopra esso si dilata per il traverso, onde l'aria non si condensa, al qual cosa si risponde la dilatazione essere proibita per le pariete delle intestine, le qual, se ben si dilatano, esse ripriemano in dentro esse intestine col ritirarsi che fa il mirac poi che le intestine l'hanno asteso e che il vento s'è in loro condensato. Ma il restrignere dello stomaco di sotto in su contro al diaframma che li fa coperchio, non è di tal potenzia qual è quella che prieme di sopra in giù; perché, nell'essere premuto di sotto in su, il diaframma s'allenta e lasciasi spingere all'accrescimento del vento delle budella, e non trova di sopra ostaculo, perché il polmone è in sé sustanzia levissima e li meati al continuo stanno aperti, donde l'aria con facilità d'esso polmone si fugge.
[Fig. 1]
a b d e f
[III]
Lo stomaco non si move da sé alla 'spulsione del chilo, ma è mosso da altri, cioè dal frusso e refrusso che ha li spiriti il moto del diaframma col mirac, cioè quando il mirac tira e il diaframma allenta, e quando il mirac allenta il diaframma tira. E così fan senpre, eccetto che nella espulsione delle superfuità scacciate dalle intestine, alle quali concorre la potenzia del mirac e del diaframma 'n u medesimo tempo, nel quale il polmone perde il suo uffizio.
E se tu dirai li muscoli longitudinali e trasversali dello stomaco, delli quali quando li longitudinali tirano il cibo, li trasversali ritengano, e' si risponderà che ogn 'ntestina e ogni cosa ch'è atta a allargarsi e ristrignersi ha li fili trasversali e longitudinali, come si vede nelle tele del panno. E questo è fatto perché nessuna potenzia traversale, o longitudnale, o obliqua, la possi romper o stracciare.
[II]
Se 'l vento che si fugge della trachea si condensa
nel suo transito, o no.
Tutta l'aria che entra nella trachea è d'equal quantità in tutti li gradi che si generano della sua ramificazione a similitudine de' rami nati nelli annuali delle piante, li quali ogni anno tutte le grossezze de' sua rami compiuti, essendo insieme giunti, sono equali alla grossezza del fusto della sua pianta. Ma la trachea si restrigne nell'epiglotto per condensare l'aria che, ne pare, vi va dal polmone alla creazione di diverse generazioni di voce, ed etia a priemere e dilatare li diversi meati e ventriculi del cervello. Imperò che, se la trachea stessi così dilatata nel suo fine superiore, com'ella li è nella gola, l'aria non si potrebbe condensare e fare delli uffizi, ovver benefizi, necessari alla vita e all'omo, cioè nel parlare e cantare e simili. E il subito vento mandato fori dal polmone nel generare li grandi sospiri vien dall'aiuto del mirac, che strigne le intestine e alzano il diaframma che prieme il polmone.