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L'acqua s'inalza quando essa discende, essendo il suo transito circundato da canna.
L'argine alzata dinanzi alla polla dell'acqua, che surge della radice del monte, alzerà l'acqua di fori, com'essa (era) all'origine dentro al monte.
[In margine, fig.:]
d f e g b h a i vena sanza moto, che viene a rimaner morta.
(Ma)
Sempre non è simile l'acqua (r), che versa sopra la ringorgazione della sua vena, ma spesse volte molto minore; e questo a[cca]de per la (ra) origine della ramificazione delle vene sue, le quali sono in diverse altezze situate, (e se la v) (e mai nessun'acqua) e, se la ringorgazione dell'acqua uscita della sua vena s'inalza vicina all'altezza della più alta (v) origine d'un de' detti rami, essa ringorgazione non verserà se non tanta, quant 'emette tale minimo ramo.
[In margine, fig.:]
a acqua b fil dell'acqua che versa bottino ripieno dell'acqua della vena ringorgata dalla vena vena d'acqua c.
Mai l'acqua versata dell'argine della vena ringorgata fia della abondanza, ch'ell'era avanti che fussi ringorgata. E questo accade, perché, in tal surgimenta d'acqua elevata alle somme altezze dell'argine, che la ringorga, non si eleva nessu[n]a parte di quelle vene, che ànno le loro origini più basse che li labri dell'argine detta.
La vena dell'acqua, che cade delle radice de' monti, quando più s'apre allo ingiù, tanto spesse volte si rende più abbondante. E questo accade per causa che le vene, ch'eran colle loro origini più basse che 'l loco, donde versava la vena, non potea versare per essa vena, ma si diaceva sanza corso alcuna, la quale, poi che sarà abbassata l'uscita della vena, quella che prima era immobile, piglierà subito moto, e ingrosserà l'uscità, e faralla più abondante.
Sia fatti e' fossi per quel verso, dove li pozzi voti rendan con più prestezza l'acque alla prima altezza onde si parte; e mai si faccia essi fossi per fare li fontanili, che prima non si facci più pozzi per più linie (diverse).
[In margine, fig.:]
a b.
[In margine, a sinistra della precedente, fig.:] Sole terra.
Il sole si specchia tucto per tucto, e tutto in ogni parte dell'acqua a lui contra posta, ma l'occhio, che vede il suo simulacro, è di minima grandezza, e però esso simulacro (pi) li pare picco[lo] sotto l'acque, come quello di celo; e se l'occhio fussi grande quanto la spera dell'acqua, esso occhio vedrebbe tutte l'acque risplendere del simulacro del sole; che così lo provo : Tu vedi il sole specchiarsi ne' nostri mari, quando tramonta, e 'l simile fa a tutti li antipodi, che sono nell'orizzonte, che son posti sopra del cerchio, che termina, sopra la terra, il giorno dalla notte. Or imagina una virtù visiva unita, la quale termini, col suo cerchio, col cerchio de li occhi d'essi antipodi; allora sarà in tale virtù visiva unita tutta la virtù delli occhi, che per tutto il nostro emisperio vedano specchiare il sol nelle sue acque per diversi paesi. Ma un solo occhio è di natura di punto, allo quale concorrano li razzi (pi) del termine del solare simulacro, (li qua) il quale concorso di razzi piramidali, tagliandosi nella superfizie dell'acqua, mostrano quanto tal simulacro apparisca grande in tale taglio di piramide, il qual taglio sarà tanto minore, quanto l'occhio, che vede tal simulacro, fia più vicino alla superfizie dell'acqua, ove 'l sol si specchia.