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[In alto, a destra:]
(L'acqua per sè non si move, s'ella non discende.
| Adunque, l'acqua, che per sè non si move, non termina con cose più di sè basse.
[A sinistra, in alto:]
Adunque, l'acqua, che non si move, non à loco onde discendere.
[Nel mezzo, in alto:]
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[Fig.]
L'acqua, che torna torbida dalla percussion dell'onda nel suo lito, ritorna per lo fondo, e si scontra nella succedente onda, la quale percote (l), colle sue minime particule, li graniculi della rena, che incontro le veniano, e immediate li ritorce indirieto al loro lito dalla parte superiore dell'onda. Quando due omini [Fig.] sono inelli stremi oppositi d'un pancone posto in bilancia insieme coll'equal peso delli omini, e che l'un di loro voglia spiccare un salto in alto, allora esso salto sarà fatto in giù dal (detto) suo stremo di pancone, e l'omo non si leverà mai in alto, ma resterà nel suo sito insino che lo opposito omo li ribatte il pancon ne' piedi. La differenzia, che è (dall'urtare) dal percotere allo spigniere, è dallo itto. E se la continua caduta dell'acqua si po dire percussione equale a un peso d'acqua, che della altezza della predetta caduta dell'acqua precipitassi, dico così, che, se dalla altezza, donde l'acqua cade, cadessi tutta a un tratto la somma dell'acqua, ch'è infra [il] loco da lei percosso e 'l loco, dond'essa cade, che'l colpo sarebbe grande; ma questo non accade, perché, se si nota l'acqua nel principio della sua caduta essere piccola quantità, e quando è giunta a terra, è multiplicata di tutto quel peso che si (tr) interpone in fra'l principio e 'l fine della sua caduta; per la qual cosa, la prima fronte dell'acqua, che dalla sua altezza discese, in ogni grado di discenso acquistò dirieto a sè gradi di peso d'acqua, che dirieto le discende; onde tal (colpo) caduta direno es[se]re più tosto di natura di peso che di colpo, perché la prima libbra, che della sua altezza discese, cade con velocità, qual s'appartiene al peso d'una libbra; e la 2a libbra, che dirieto le discende, non è di maggior velocità che la prima; e così la 3 a, che la 2a; in modo che, essendo tutta composta di libbre nelle sua parte, essa è tutta d'una medesima velocità (e non è di dire) : adunque, si conchiude che tutte le parte della caduta, in ogni grado di lor discenso, acquista gradi di gravità e di velocità; onde si fa più sottile da piè, che da capo. E non si sostiene tutta la somma dell'acqua sopra il loco, dove percote.
Se'l percussore sarà equale e simile al percosso, esso percussore lascia la potenzia integral mente nel percosso, el qual fugge con furia dal sito della percussione, e vi lascia il suo percussore. Ma, se il percussore sarà simile e non equale al percosso, ma sarà maggiore, esso non perderà del suo impeto (se) integralmente, dopo la percussione, ma liene restarà per tanta somma, per quanto esso eccede la quantità del corpo percosso. E se 'l percussore sarà minore del percosso, esso risalterà indirieto per tanta distanzia più che 'l corpo percosso, per quanto esso percosso supera il percussore. Inelle parte percosse de' corpi equali e simili si causa equale offensione, le quali accaggian, così (ne' lor moti equali e disequali, come ne) li mobili contra alli immobili, come ne' lor moti equali o disequali. Questo si vede in due equali pallotte fresche insieme percosse, che sempre li vestigi delle lor percussione fieno equali. Adunque, se le percussioni delli equali corpi s'offendano equalmente l'uno l'altro, sì per moti equali, (o) come disequali, qui si dimostra la potenzia dell'impito nulla valere più all'un corpo che all'altro, per la qual cosa li animi delli investiganti restano confusi, con ciò sia che l'impeto partorisce la percussione, la quale è una delle maggiori potenzie, che in natura (si vegga) apparisca. De' corpi disequali in peso, li quali con percussione insieme si congiungano, sempre il minore (si) penetra il maggiore, (ess) essendo di materia equale (e). Se'l corpo maggiore (riceverà), essendo immobile, riceverà la percussion del minore, esso corpo minore si ficcherà nel maggiore. E se 'l corpo minore sarà immobile e riceverà la percussion del maggiore, el maggiore fia (ancor pe) penetrato dal minore. (E) Vedi che sempre la penetrazione che fu proposta del minore nel maggiore, sempre a loco (essendo stabile) così stabile come in moto. Quel, ch'è detto, si vede 'n'una pallotta fatta di terra fresca, la quale essendo tratta nella medesima massa di terra, donde fu spiccata, ch'ella vi si ficca dentro; e ancora, se essa pallotta fia ferma al contatto d'un muro, e vi sia tratto dentro una massa di terra di simile durezza, che essa massa s'incorporerà la predetta palla, e rimarrà inella figura, che si monsterrà nel libro. E se'l mobile perpendicularmente percote lo stabile a lui equale e simile, allora lo stabile sarà offeso da due opposite parti, e 'l mobile sol fia offeso dalla parte delle percussione. Resta infusa nel mobile la potenzia del suo motore, poi che da esso motore fia seperato, della qual potenzia il motore integral mente (re) riman privato; la qual potenzia resta impressa nel mobile, non con equal virtù, perché sarebbe sanza moto, ma con virtù applicata da quella parte, donde si divise dal suo motore; e non in nessuna parte dell'aria, che circunda il mobile, ma dentro alla sua superfizie, imperò che, se tale aria fussi quella che spingessi il mobile, tu vedresti la palla dello scoppietto, poi ch'ell'è penetrata nell'otro pien d'acqua, e essa immediate perderebbe la potenzia del moto (co), perché, in tal penetrazione, subito si spicca e divide dall'aria, perché (l'aria non resta infra), subito che tal pallotta è dentro all'acqua, (l'acqua) essa acqua si richiude dirieto alla pallotta e la divide da l'aria, la quale tu, avversario, di' che fugava tal pallotta.
[In margine:]
Quella cosa è più bassa, la quale per qualunche (li retta li) aspetto è più vicina al centro del mondo.
[Figura.]
| Quella cosa più s'inalza, che dal centro del mondo più si remove; e quella più s'abbassa, ch'è a esso centro più propinqua.
Quelli stremi dell'acqua non si movano, che s'appoggiano in qua della sua altezza.
Adunque, nessuna parte della superfizie del mare per sè non arà moto.
[Figura.]
Cerbottana, forata nel mezzo della sua lunghezza, colla quale si trae due pallotte fres[ch]e, e si vede quale più s'offende di loro, nella lor percussione.
[Fig.:]
e d o.
[Fig.:]
c a p.
[Fig.:]
f g h n.
[Fig.:]
L.
[Fig.:]
K
[Fig.:]
m.