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Del diluvio e de' nichi marini. 8 (8
Se tu dirai che li nichi, che per li confini d'Italia, lontano da li mari, in tanta altezza si veggano alli nostri tempi, sia stato per causa del diluvio, che lì li lasciò; io ti rispondo che, credendo tu che tal diluvio superassi il più alto monte 7 cubiti, come scrisse chi 'l misurò, tali nichi, che sempre stanno vicini a' liti del mare, doveano restare sopra tali montagne, e non sì poco sopra le radice de' monti, per tutto a una medesima altezza, a suoli a suoli. E se tu dirai che, essendo tali nichi vaghi di stare vicini alli liti marini, e che, crescendo l'acqua in tanta altezza, che li nichi si partirono da esso (si) lor primo sito, e seguitorono (il m) l'accrescimento delle acque insino alla lor somma altezza; qui si risponde, (che in 40 dì non poteano cammina i nichi c) ch'essendo il nichio animale di non più veloce moto che si sia la lumaca fori dell'acqua, e qualche cosa più tardo, perché non nota, anzi si fa un solco (tardissimo) per la rena, mediante i lati di tal solco ove s'appoggia, camminerà il dì dalle 3 alle 4 braccia : adunque, questo, con tale moto, non sarà camminato dal mare Adriano insino in Monferrato (di P) di Lombardia, che v'è 250 miglia di distanzia, in 40 giorni, come disse chi tenne conto d'esso tempo. E se tu di' che l'onde ve li portorono, essi (li ave); per la lor gravezza, non si reggano se non sopra (s) il suo fondo; e se questo non mi cedi, confessami almeno ch'elli aveano a rimanere nelle cime de' più alti monti, e ne' laghi, che infra li monti si serrano, come lago di Lario, e 'l Maggiore, e di Como, e di Fiesole, e di Perugia, e simili.
L'acqua de' mari contingenti (alla sua sp) compone la spera dell'acqua, la quale à per centro della sua superfizie il centro del mondo, ma non per centro della sua gravità, perché, in molti lochi è di gran profondità, e, in molti, di poca (profondità), per la qual cosa, non essendo d'uniforme grossezza, non è d'uniforme (g) peso. Ma solo perché quella cosa è più alta, ch'è più remota dal centro del mondo, adunque, tal superfizie, non essendo in moto, non po restare in nessun(a parte) loco più alta l'una parte che l'altra, perché sempre (la più alta parte dell'acqua sempre cerca riempiere di sè la sua parte più bassa. Se 'l diluvio passò, come si dice, sopra li monti del nostro emisperio, sanza dubbio esso fece più gravità da questa nostra parte abitabile, che a quella delli antipodi, e per conseguenza l'avvicinò più al centro del mondo che prima non era; e l'opposita parte da esso centro più rimosse, per la qual cosa il predetto diluvio sommerse più che sommerso non avrebbe, se non avessi acquistato (tal) da questo lato tal gravezza. E se tu dirai che li nichi son portati dall'onde, essendo voti e morti, (in q) io dico che, dove andava li morti; poco si rimovevano da vivi, e in queste montagnie sono trovati tutti i vivi che si cognoscano, che sono colli gusci appaiati, e sono in un filo dove non è nessun de' morti, e poco più alto è trovato dove eran gittati dall'onde tutti li morti colle loro scorze separate. A presso a dove li fiumi cascavano in mare (il) (l'onda fa) in gran profondità; come Arno, che cadea della Golfolina a presso a Monte Lupo, e quivi lasciava la ghiara, la quale ancor si vede, che s'è insieme ricongielata, e di pietre di vari(e) paesi, nature e colori e durezze se n'è fatto una sola congelazione; e poco più oltre la congelazione della rena s'è fatto tufo, dov'ella saggirava inver[s]o Castel Fiorentino; più oltre si scaricava il fango, nel quale abitava i nichi, il quale s'inalzava a gradi, secondo che le piene d'Arno torbido in quel mare versava, e di tempo in tempo s'inalzava il fondo al mare; il quale a gradi producea essi nichi, come si mostra nel taglio di Colle Gonzoli, deripato dal fiume d'Arno, che il suo piede consuma, nel qual taglio si vede manifesta mente li predetti gradi de' nichi in fango azzurreggiante, e vi si trova di varie cose marine. Èssi alzato la terra del nostro emisperio per tanto più che non solea, per quanto ella si fece più lieve delle acque, che le mancorono pel taglio di Calpe [.......], e altrettanto più s'è alzata, perché (la) il peso dell'acque, che di que mancorono, s'aggiunsono alla terra volta all'altro emisperio. E se li nichi fussino stati portati dal torbido diluvio, essi sarien misti, separata mente l'un da l'altro, infra 'l fango, e non con ordinati gradi, a suoli, come alli nostri tempi si vede.