No image available
0009 v
16
Confutazione, ch'è contra color che dicano, i nichi esser portati per molte giornate distanti dalli mari per causa del diluvio.
Dico che (l) diluvio no potè portare le cose nate del mare alli monti, se già il mare, gonfiando, non creassi inondazione [Nel margine sinistro verticalmente:] tant'alta, che superassi tale altezza, [In direzione normale:] insino alli lochi sopra detti, la qual gonfiazione accader non po, perché si dare' vacuo; e se tu diciessi, l'aria quivi (v) riempierebbe, noi abbian concluso il greve non si sostenere sopra il lieve, onde per neciessità si conclude, esso diluvio essere causato dall'acque piovane; e se così è, tutte esse acque corrano al mare, e non corre il mare alle montagnie; e s'elle corrano al mare, esse spingano li nichi del lito nel mare, e non li tirano a sè. E se tu dicessi che, poi che 'l mare alzò per l'acque piovane, portò essi nichi a tale altezza, già abbian detto che le cose più grav[i] dell'acqua non notan sopra di lei, ma stanno in fondo, del quale non si removano, se non per causa di percussion d'onda. E se tu dirai che l'onde li portassino in tali lochi alti, noi abbian provato che l'onde ( ) nelle gran profondità tornano in contrario, nel fondo, al moto di sopra, la qual cosa si manifesta per lo intorbidare del mare, del terren tolto (dal) vicino alli litti. Muovesi la cosa più lieve che la acqua insieme colla sua onda, ed è lasciata nel più alto sito della riva dalla più alta onda; muovesi la cosa più grave che l'acqua, sospinta dalla sua onda nella superfizie del fondo suo : e per queste due conclusioni, che ai lochi sua saran provate a pieno, noi concludiano che l'onda superfiziale non(lle) po portare nichi, per essere più (brie) grievi che l'acqua; adunque, fien sospinti dall'onda inferiore, quando il vento viene da terra, perché, venendo il vento [Fig.1.a] da terra, l'onda nel fondo del mare si move contro a 'l corso del vento, che in tal tempo regna; e ancora questo non farà portare li nichi alli monti, perché l'acqua del fondo, che si move contro al corso del vento, sarà tan[to] più tarda che l'onda superfiziale, quando essa fia più profonda che non è l'altezza dell'onda : questo si manifesta, perché, se l'onda superfiziale è alta uno braccio, e da essa onda in giù sia cento braccia d'acqua, sanza dubbio cento volte è più tarda l'onda inferiore che la superiore, come si monstra nella 7.a. L'onda superiore non tornerà mai indirieto per lo suo fondo con tanta veemenzia, se la altezza dell'acqua, che risiede sotto l'onda, non è d'altezza simile alla detta onda. L'onda piccola, che ne' gran [Fig.2.a] pelaghi cammina contro al corso del vento, non passerà sopra il suo fondo, cioè non lo toccherà, anzi darà al contatto dell'onda superfiziale. Dico che tal fia il moto dell'acqua, variabile dalla superfizie al fondo, qual'è quello, che è fatto (su) nella superfizie infra le 2 sue rive, imperò che, se se ne move ⅓ del fiume per larghezza inver ponente, l'altro 3.° si moverà a levante, e 'l rimanente a ponente; e se un'altra simile parte vi si trovassi, quella ritornerebbe a levante. Tanto fieno più tardi i molti laterali de' fiumi, quanto essi saran più remoti della prima corrente. Della confregazione, che fa l'acqua (in), quando si move più veloce che l'altra acqua, infra l'acqua, se ella immediate è divisa, cioè, se li termini di tale acque si consumano, o si portan dirieto l'un l'altro, cioè, il più veloce porti con seco la men veloce : dico di no, perché, s'ella portassi con seco più acqua che 'l solito, essa crescerebbe in tanta quantità a lungo andare, che porterebbe con seco tutta l'acqua del fiume. Come l'ostriche rarissime volte si trovano alli liti marini morte, perché, il più delle volte, esse stanno appiccate alli sassi nelli fondi de' mari e non ànno moto, se non nella sua metà, la quale è sottile e lieve; l'altra è ferma al sasso; e s'ella non è ferma, la natura la multiplica in tanta gravezza, che la li[e]ve (v) inondazione fattasi nelli fondi grandi de' mari non la possa rimovere con facilità, sì che tal sua parte mobile è forte lieve, e fa in lei il medesimo ofizio, che fa il coperchio alla cassa; e quando mangia, il cibo per sè le cammina in casa, che son certi animaluzzi, che intorno a' lor morti gusci si notricano; e così, dove abitano, v'è innumerabili gusci d'esse ostriche morte. Quando il diluvio avessi aùto a portare li nichi trecento e quattro cento miglia distanti dalli mari, ella li arebbe portati misti con diverse nature, insieme ammontati : e noi vediamo in tal distanzie l'ostriche tutte insieme, e li conchili, e li pesci calamai, e tutti li altri nichi, che stanno insieme a congregazione, essere trovati tutti insieme morti, e li nichi soletari trovare distanti l'uno all'altro, come ne' liti marittimi tutto il giorno vediamo. E se noi troviano l'ostriche insieme, a parentadi grandissimi, infra le quali assai vedi quelle, che ànno ancora il coperchio congiunto, a significare che qui furono lasciate dal mare, che ancora v[i]veano quando fu tagliato lo stretto di Gibiltar. Vedesi inelle montagnie di Parma e Piacenzia le multitudine de' nichi e coralli intarlati, ancora appiccati alli sassi; de' quali, quand'io facevo il gran cavallo di Milano, me ne fu portato un gran sacco nella mia fabbrica da certi villani, che in tal loco furon trovati; fra li quali ve n'era assai delli conservati nella prima bontà. Truovasi sotto terra, e sotto li pro(v)fondi cavamenti de' lastroni, li legniami delle travi lavorati, fatti già neri, li quali furon trovati a mio tempo in quel di Castel Fiorentino; e questi in tal loco profondorono, prima che la lita gitta[ta] dall'Arno nel mare, che quivi copria, fussi abondata in tant'altezza, e che le pianure del Casentino fussin tante abbassate del terren, che Arno al continuo di lì sgombra. (n) In Candia di Lombardia, presso Alessandria della Paglia, facendosi per messer Gualtieri di Candia, uno pozzo, fu trovato uno principio di navilio grandissimo, sotto terra circa a braccia 10, e, perché (n) il legname era nero e bello, parve a esso messer Gualtieri di fare allargare tal bocca di pozzo, in forma che i termini di tal navili[o] si scoprissi. Truovasi nelle montagnie di Verona la sua pietra rossa mista tutta di nicchi convertiti in essa pietra, delli quali per la loro (invecchiata sc) bocca era gommata la materia d'essa pietra, ed era in alcuna parte restati separati dall'altra massa del sasso, che li circundava, perché la scorza del nichio s'era interposta e non li avea lasciati congiugniere. E in alcun'altra parte tal gomma avea petrificato le invegiate e guas[t]e scorze.
[In margine:]
E se tu dicessi, tali nichi essere creati e creano al continuo, in simili lochi, (da) per la natura del sito e de' cieli, che quivi infruiscie, questa tale openione non sta in cervelli di troppo discorso, perché quivi s'anumeran li anni del loro accrescimento su le loro scorze; e se ne vede piccoli e grandi, i quali sanza cibo non crebbono, e non si ciboron sanza moto, e quivi movere non si po[t]erono.
[Fig.1.a]
Sperienzia a b o m n.
Fa prova, alla tua buca, se 'l vento va dal a al b, la cosa n, del fondo, a che cammino essa fia sospinta.
Io giudico ch'ella tornerà in m; cioè, ch'ella farà moto contrario al moto del vento.
[Fig.2.a]
a b c d.
Per vedere se la piccola onda superfiziale fa movere l'acqua alta nel suo fondo, fa alla tua buca l'acqua mista col panico, e colle piastre del vetro : vedrai il bisogno; ma fa d'avere una doccia di terra cotta, larga e piana in fondo, lunga 2 braccia e larga mezzo braccio; fatta fare qui al boccalajo.