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E se volli dire che tale diluvio fu quello che portò tali nichi for de' mari centinaia di miglia, questo non po accadere, essendo stato esso diluvio per cause di piogge, perché naturalmente le piogge spingano i fiumi, insieme colle cose da lor portate, inverso il mare, e non tirano inverso de' monti le cose morte de' liti marittimi. E se tu dicessi che 'l diluvi[o] poi s'alzò colle sue acque sopra de' monti, il moto del mare fu si tardo col cammino suo contro al corso de' fiumi, che non arebbe (ti) sopra di sè tenuto a noto le cose più gravi di lui; e se pur l'avessi sostenute, esso, nel calare, l'arebbe lasciate bardia essersi tutto il dì trovati intarlati, appiccati alli (sassi) scogli scoperti dalle correnti de' fiumi ? e li detti (sassi) scogli sono (int) tutti coperti (d'ostr) di parentadi e famiglie d'ostriche, le quali noi sappiano che non si movano (p), ma stan sempre appiccate coll'un de' gusci al sasso, e l'altro aprano per cibarsi d'animaluzzi, che notan per l'acque, li quali, credendo trovar bona pastura, diventa cibo del predetto nichio. Non si trova egli la rena, mista coll'aliga marina, essersi petrificata, poi che l'aliga, che la tramezzava, venne meno ? e di questo scopre tutto il giorno il Po nelle ruine delle sue ripe. Alessandria della Paglia, in Lombardia, non à altra pietra da far calcina, se non mista con infinite cose nate in mare; la quale oggi è remota dal mare più di 200 miglia.
Nello ottanta 9 fu uno terremoto nel mar di Satalia, presso a Rodi, il quale aperse il mare co el fondo (del mare (In) e bevve), nella qual apritura si sommerse tal diluvio d'acque, che per più di 3 ore si scoperse il fondo del mare, dell'acque, che di quivi si spogliorono, e poi si richiuse al primo grado. Faccia mutazion la terra colla sua gravezza, quanto far si voglia, che mai la superfizie della spera dell'acqua non si partirà dalla sua equidistanzia col centro del mondo. Nel seno (Mediterano) Mediterano, il quale, come pelago, ricevea l'acque (di circa 300 fiumi g) regali de l'Africa, Asia, ed Europa, che a esso erano volte e colle sue acque veniano alle piagge de' monti, che lo circundavano e li faceano argine; e le cime dello Appennino (in forma d'isole) stavano in esso mare in forma d'isole, circundate dal(mare)lle acque salse; e ancora l'Africa (non mosi) dentro al suo monte Attalante non mostrava al celo scoperta la terra de le sue gran pianure, con circa a 3000 miglia di lunghezza, e Menfi risedeva in su lito di tal mare; (e) e sopra le pianure della Ital(ta)lia (m), dove oggi (discorran li) volan li uccelli a torme, solea discorrere i pesci a grande squadre. Come li fondi vari de' fiumi son causa di piegare li corsi de' fiumi in diversi lochi; e questo accade più, quanto tali profondità son presso, o al toccare delle rive del fiume, che inverso il suo mezzo. Come si debbono [Fig. 1a] mettere li pali a castello nelle argine o ritegni dell'acque [de'] fiumi, cioè, che li colpi de' grossi pali sieno proporzionati a essi pali, e sia il peso, che percote, in modo adattato, che si possa cre[s]ciere sopra di quello nuovo peso, bisognando, per causa di sassi che disotto inpedissino il penetrar del palo. Come li pali, che ànno qualche tortura, non ricevano il colpo con vera valitudine, perché tal colpo si consuma nel mezzo della sua incurvatura, com'è su provato nella quarta del 2.°; e ciò, che (manca) si consuma del colpo in tale incurvatura, manca nella punta del palo. Se li lati del palo è utile che sien di linie [Fig. 2a, 3a, 4a,] rette, o pure interrotte; e perché le linie rette fanno il palo in forma di piramide; e la piramide, che penetra la terra, in ogni grado di penetrazione apre tutta la concavità che la riceve, per la qual cosa è gran quantità di terreno quello, che à a dare loco alla penetrazion del palo; e se li lati del predetto palo saranno globulenti, poca passione rimarrà nelli lati del palo, perché tutto el terreno si condensa sotto tal gobbi. S'elli è più utile a mettere il grosso del palo disotto che disopra. Del modo a cavare [Fig. 5a] e' pali, messi a castello, de' fondi de' fiumi : fassi come sta la figura. Come egli è utile che sopra del palo, che si ficca, sia gran peso con quello appiccato, ma non posato, perché, nel tempo del colpo, la penetrazion del palo per sè è tanto veloce, che'l peso, che non fussi ben fermo con tal palo, nollo accompagnierebbe al suo bisognio, e per conseguenza non sarebbe utile, come fu provato nel 7.° de percussione di densi corpi. Come e' son di gran valitudine li colpi calati sopra de' pali, che si ficcano, quanto [Fig. 6.a e 7.a 1]: sono e' percussori tirati dalle braccia delli omini, perché il moto di tal percussore à con seco, nel primo moto, tutta (il) la forza delli omini, che lo movano; e per tanta potenzia discende, per quanta forza esso è fatto discendere, e con tanta fa l'ufizio della sua percussione. Ma, se 'l percussore à per sè il suo moto natu(tra)rale, più veloce che 'l moto delle braccia delli omini, nessuna parte del peso delli omini mai (sa) si congiugnerà alla potenzia del detto percussore, per la qual cosa ciò, che disopra disse (il) l'avversario, per la 5.a è falso. Come, se si dà contra peso al percussore, che con furia lo levi in alto, per l'avversario e' si potrà poi applicare la forza di molti omini al discenso, e farassi a esso discienso forza di qualità, che fia equale a tutte le forze delli omini, che lo movano, e fia di maggiore potenzia che [se] per sè medesimo discendessi : questa si niega per la 6.a di questo, dove è provato che'l mobile, congiunto col motore suo, mai fia più di lui veloce; e'l peso tardi, per grave che sia, fa ofizio di peso leggieri, e poco vale.
[In margine:] [Fig. 1.a:]
Percussore.
[Fig. 6.a:]
Percussore.