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Casi 23.
Che l'acqua abbia tenacità e colleganzia insieme, assai chiara mente si manifesta nelle piccole quantità d'acqua, dove la gocciola di quella, nella separazione, che essa fa dal suo rimanente, prima che caggia, si dilunga quanto può, insino che 'l peso della goccio(l)la assottiglia in modo la tenacità, che la sospende, che essa tenacità, vinta dal superchio peso, subito cede, e si (separa e) spezza e separa dalla predetta gocciola, e, contro al natura[l] corso della sua gravezza, ritorna in su, donde più non si move, insin che di nuovo è risospinta in basso dal già rifatto peso. Questa proposizione à in sè dua conclusioni, delle quali la prima è che la collegazione della gocciola à collegazione e nerbosità coll'acqua, con che essa si congiugne; 2.a, che l'acqua, per forza tirata, si rom(per)pe la sua collegazione, la qual rottura è tirata insù dal suo rimanente, non altrementi che 'l ferro dalla calamita. Vedesi il simile nell'acque passate per feltro, che 'l maggior peso (di fo) dell'acqua, che si trova fori del vaso, si tira dirieto il peso minore dell'acqua, che 'l medesimo feltro piegato ritien dentro al vaso. Puossi far pruova della tenacità dell'acqua, e provare in proporzione, dicendo : se una gocciola d'acqua di 2 grani è sostenuta da acqua di grossezza di mezza gocciola, da quanto sarà sostenuta una libbra ? e così si troverà appresso al vero. La rena pesa più che l'acqua; e se fia lasciato infra l'aria in continuata (filo) linia una quantità di rena e una quantità d'acqua, della rena separata, la qual sia del medesimo peso della rena, sanza dubio più tardo fia il moto della rena che 'l moto dell'acqua; e questo accade, perché la parte dell'acqua inferiore si tira dirieto l'acqua (su), che disopra con lei si congiugnie, onde si fa tutto un corpo, e tutto insieme pesa sopra dell'aria, che disotto s'apre a darle loco; il che alla rena non interviene, con ciò sia, e in sè è tutta disglegata e disunita, e'l tutto d'essa quantità cade colla medesima (quantità) velocità che farebbe uno de' sua grani, essendo essi equali; in modo che noi possian conchiudere, che 'l continuo discienso dell'acqua, che cade infra l'aria, disciende colla medesima velocità, che si richiede al peso suo, perch'è quantità collegata e continua; e la rena del medesimo peso, che discende del medesimo sito dell'acqua, non disciende se non per tanta velocità, quanto si richiede al peso d'uno de' sua mezzan graniculi; perché, se più grossi, disciendan più veloci che 'l mezzano, e 'l minore disciende più tardo. Perché, se l'acqua à in sè vischiosità e collegazione, l'acqua, che versa della cicognola, essendo circundata dall'aria, non (discien) si tira dirieto quella della cicognola; e la sperienzia ci mostra, che, se l'uscita dell'acqua della [Fig. 1.a] cicognola non è più bassa che la sua entrata nella canna, che mai (ta) l'acqua, che si continua sotto la sua uscita della canna, mai si tirerà dirieto quella del vaso. Dove il discienso dell'acqua infra l'aria no li disciende acqua disopra colla medesima velocità, o maggiore, la qual la sospinga in basso, quella di sotto si dividerà dalla superiore, se fia più veloce. Come l'acqua, (in) che disciende infra, si rompe, perché l'aria, donde passa, la divide. Come l'acqua, che si divide nel discender continua in fra l'aria, ha [Fig. 2.a] collegazione di panniculo, il qua[l] s'astende dall'una quantità divisa dall'altra, e insieme le riconlega. Come tutta la quantità dell'acqua, che discende infra l'aria in quantità continua, è constretta a disciendere con equal moto, perché, dove essa si faciessi più veloce, essa si spiccherebbe dalla più tarda, e, dove essa si faciessi più tarda, sarebbe raddoppiata e multiplicata dalla più (l) veloce. Come tanto peso dell'acqua fia gittata fori del suo sito, quanto è il peso della cosa, che sopra tale acqua si sostiene. Come, ne la medesima obliquità, l'acqua si farà tanto più tarda nel moto, quanto essa acqua fia più sopra esso fondo bassa. Come l'acqua, con veloce moto raggirata nel vaso colle mani del raggirator di quella, la fa forte concava nel mezzo. Come gran differenzia è raggirar l'acqua nel vaso, tenendo la mano vicino al cientro d'esso vaso, o vero a tenere la mano (ne) vicino al maggior cerchio della superfizie della acqua. Come la mano, menata spesso in traverso al vaso, ora in qua e ora in là, fa moti strani e superfizie di differenti altezze. Come fa l'acqua, raggirata nel vaso ovato. Come fa l'acqua, raggirata nel vaso angulato. Quel che fa l'acqua nel vaso percosso di sotto. Q[u]el che fa l'acqua nel vaso percosso dallato. Come fa l'acqua nel vaso, quando si percote il sito, ove si posa. Della musica dell'acqua cadente nel suo vaso.
[In margine:] [Fig. 1.a]
b c a d.