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Come nessuna cosa vapora, se non mediante l'umido, il quale, vaporato, riserva in sè la natura del corpo, con che era infuso. Come il romore, fatto dal terremoto (ch) nel corpo della terra, nascie dalle ruine de' lochi dal vento aperti per forza, i quali al continuo percotan sopra de' fondi delle lor grandi spelonche o laghi, coperti e' nclusi nella terra.
Mai la turbolenzia del mare, tolta dalli sua liti e portata lunga mente infra mare, tornerà indirieto, e massime, se vi fia gran profondità; e questo accade, perché l'onda del mare per fortuna non aggiugne nelle gran profondità; e se pure essa v'aggiugnie, ella va in contrario moto. L'acqua del mare per fortuna fa nel fondo grande moto contrario al moto della sua superfizie.
Le chiuse delli fiumi di non troppa larghezza si faccino in questo modo : in ogni 3 braccia sia fitto un palo a castello, grosso quanto puoi, che più grosso è meglio; e le loro stremità sien d'equale altezza; sopra de' quali si fermi un legnio, a uso di trave, fortissima mente; di poi si to[l]ga legniami lunghi con tutti li sua rami, i quali legnami s'appoggino sopra il predetto trave, e si fermino col'uncino del [Fig. 2.a] medesimo ramo a esso trave; e si faccino spessi quanto si può, colli rami inverso l'avvenimento dell'acque; e si carichino poi di ghiara e di sassi; e dopo la prima piena rimane atterrato; ma ricordati di [at]taccare li rami, che si levano in alto, e fagli insieme colli altri abbassare. E se'l fiume fussi stretto, appoggia il tuo trave dall'una riva all'altra, e fermalo bene; e su ( ) v'appoggia li predetti rami, fermati colli loro uncini naturali; e qui il trave non fa altro ofizio che tenere le teste de' legnami, che non [Fig. 3.a] calino in basso; e li rami, che contro al corso del fiume stanno carichi di pietre, non lasciano spigniere, né piegare la dirittura del trave detto, perch'è tenuta da' loro uncini naturali, e [i] rami loro sotterrati non lasciano andare, né sbarbicare li predetti uncini.
Come il voltare de' fiumi debbe essere fatto, dove l'acqua integralmente à persa la furia della sua corrente, cioè dove essa si monstra stracca. Come con poca chiusa si volta un fiume, coll'aiutare e aumentare la linia, ove essa mostra di volersi voltare per sè medesima. Come, con pochi sassi, si volta il fiume, a chi intende il filo della sua corrente; e tale movimento fia fatto (co) nel predetto filo dell'acqua. Come mai le chiuse de' fiumi deono esser fatte con pali ine' lor lochi profondi, ma ne' più bassi lochi. Come le chiuse de' fiumi (deono), essendo fatte di muro, si deono fare ine' più profondi lochi de' fiumi, acciò ch'ella rimanga in minor potenzia d'acqua, che la scalzi. Come le chiuse de' fiumi si deono fare ne' (ca) campi, fori de' fiumi, e poi dirizzare (il) inver di lei il predetto fiume. Come li ponti ancora lor si debbon fare ne' campi, in quella parte, ove s'intende dirizzare poi il fiume. Come in Bordea, presso a Guascognia, alza il mare circa a 40 braccia pel suo refrusso, e 'l suo fiume ringorga l'acque salse più di cento cinquanta miglia; e li navili, che si deano calafatare, restano alti sopra un alto colle sopra dello abbassato mare. Come sopra Tuniti è il maggior refrusso, che faccia il mare Mediterano, che son circa 2 braccia e ½; e a Vinegia cala 2 braccia; e in tutto il resto di tal mare Mediteran cala poco o niente. Come il fiume del Po in brieve tempo secca il mare (M[e]ditera) Adriano, nel medesimo modo ch'elli asseccò gran parte di Lombardia. Come, per torcere il filo dell'acqua, si debbe torcere la riva (p) con pochi sassi : per la 4.a del 2.°, dove si provò che 'l filo dell'acqua de' fiumi era un concorso di [Fig. 4.a] moti refressi dell'acqua percossa nella sua rive, e lì si multiplicava e s'inalzava, e concavava sotto di sè il suo fondo; per la qual cosa, chi torcea la riva, donde il fiume avea disopra alquanto spazio mostrato di voler piegarsi e poi non seguiva tal piegamento, e tu dolcemente lo riseguitavi e accompagniavi alla prima sua voglia con quasi insensibile incurvatura; e così verrai a fare il tuo attento. Ma, se tu torrai a piegare l'acqua nella rettitudine della sua potenzia, ogni tua opra fia vana, perché essa romperà ogni os[ta]culo. E se tu colla tua serraglia alzerai l'acqua per tanto spazio, che ella ringorghi tanto in su, che la corrente perda nel già fatto pelago il suo impeto, questo potrà avere bono effetto, e riempierà di fango, per la quinta del primo, tutto il suo letto; ma fa che l'acqua non corra lungo l'argine.
[In margine:] [Fig. 1.a]
Non è valido.