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Se tu vorrai dire che l'acqua, che si versi delle vene, sia d'acque ragunate per le caverne de'monti, a questo ti si risponderà che l'acqua, che si genera per esse caverne, o ell'è più l'entrata che l'uscita, o ell'è più l'uscita che la entrata, o vero l'uscita sarà equale alla entrata. S'ell'è più l'entrata dell'acqua nella caverna che la sua uscita, la caverna s'empierà integralmente, e ne caccerà tutta l'aria, e se l'acqua occupa tutta la bocca dell'uscita, e' non potrà discendere più acqua, perché l'aria non potrà restaurare il vacuo, che darebbe l'acqua nel lasciare di sè la caverna in parte vota; onde, per necessità, essa caverna stante sempre piena d'acqua, tanto ne riempierebbe la vena, che porge l'acqua alla caverna, quando voterebbe la bocca, che (man) versa l'acqua fori della caverna, onde tal moto sempre sarebbe continuo ed equale, la qual cosa mai si vede, perché a tutte le vene, che versono l'acque fori de' monti, diminuisce e manca l'acqua assai la state, e 'l verno si fanno abbondanti. E s'ell'è più l'uscita che la entrata, allora l'acqua mancherà nella uscita intanto che si farà equale alla entrata. E facendosi l'entrata equale alla uscita, allora il moto fia d'ogni tempo equale. Dicano alcuni che l'acque piovane son causa dell'accrescimento delle vene, che versan l'acque ne' fiumi: si po negare coll'esemplo de'fossi delle città, che spesso, essendo votati d'acqua e po' di terreno, ho veduto asciutto e secco sotto il fango. Ma potrebbesi ben dire in tali fossi la densità della creta ovviare e proibire la penetrazione dell'acqua sotto di sè, come si vede nelle citerne fatte nell'acque salse, le quali sono attorniate, fori della lor muraglia e rena, di questa terra, di che si lavora li vasi, finissima, e mai la potenzia dell'acqua salsa nolla può penetrare, e così l'acqua sempre si conserva dolce nelle (caver) citerne. Ma nelli monti dove le falde delle pietre so[n] poste obblique e per diritto, essendo vestite esse falde di poca terra, l'acque piovane subito penetrano essa terra, e discorran (ne) infra le fessure delle pietre; e incorporasi, e empie di sè le vene e lochi cavernosi; ancora le nevi, che risolvano delle alpe con tarda resoluzione, retenute dalla interposizioni delle radici e foglie delle minute erbe de' prati, penetra con più facilità infra le fessure de' sassi, ch'ella non corre per le dette radice d'erbe, onde, oltre a quella neve resoluta, che la state ingrossa li fiumi, gran parte è quella che penetra per le dette fessure de' sassi, che compongano li monti. Qui seguirò, e farò un poco di discorso del trovare le acque, benché paia alquanto fori del nostro ordine, e po' le metterò per ordine alli lor lochi nel distendere dell'opra. Dico che quella acqua più penetra un medesimo terreno, dov'elli è più piano, e men penetra, dove esso (è p) è manco obbliquo. Ancora, (dov) in pari planizia, quel terren sarà più penetrato, dove esso è manco denso e manco grasso; e così de converso. E dove le pietre si mosterà per taglio, o poche obblique inverso il celo, quivi fia gran penetrazione d'acqua, e massime quando tal pietre son tramezzate da lastre alberesi; e poco fian penetrate quelle falde, che saran tramezzate da grassa creta; e se le pietre, che si mostrano al cielo (per) colle lor fronti, sarà lastre di minuta grossezza, queste fien bevitrice d'assai acqua piovana, la qual tutta si scaricherà al primo piegamento di falde. Dove le lastre fieno più grosse, ancor che stieno per ritto, quivi penetra meno le acque; e dove più sottili, più, come dissi, fien penetrate dall'acque. Dove li terreni saran sabbionosi, quivi fia abondanza d'acqua. Dove fia ghiara grossa, l'acqua per tutto fia beuta, e si fuggirà con prestezza del suo fondo. Sonci l'acque dell'Adice, delle quali si dirà le varietà, secondo li terreni, rene, e ghiare.
In questa tua opra tu ài in prima a provare, come li nichi, in mille braccia d'altura, non vi furon portati dal diluvio, perché si vedano a un medesimo livello, e vedesi avanzare assai monti sopra esso livello, (e 'l ni) e a dimandare se 'l diluvio fu per pioggia o per ringorgamento di mare; e poi ài a mostrare che, né per pioggia, che 'ngrossi i fiumi, né per ringonfiamento d'esso mare, li nichi, come cosa (gn) grave, non son sospinti dal mare alli monti, né tirati a sè dalli fiumi contro al corso delle loro acque.