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Se tu dirai che l'acqua monta alla maggiore altezza de' monti, come beuta o tirata, a uso di spugna, de' lochi bassi alli alti, qui si risponde colla quinta del 6°, la qual prova, che l'acqua, che per sè monta nella spugna o feltro o altro corpo poroso, non si spiccherà, né discenderà mai d'essa porosità, se non più bassa che la sua entrata in esso corpo. E se tu dicessi che 'l caldo del sole la tirassi in alto delle caverne de' monti insino alla sommità de' monti, sì come essa la tira de' laghi e mari scoperti, in forma di vapore, alla composizione de'nuvoli, qui si risponde che, se 'l caldo fussi causa di tirare li principî de' fiumi alle cime de' monti, che, dov'è maggiore caldo, quivi sarebbe più grosse e più abondante vene d'acque, che ne' paesi freddi : il che si vede il contrario, con ciò sia che le parti settantrionali, essendo freddissime, più sono abbondanti d'acque e di fiumi (che le) che le calde regioni di meridio; e ancora seguirebbe che li (m) nostri fiumi verserebbono più acqua la state che'l verno, perché il sole più scalda li monti, che non fa il verno. E ancora li monti sono più vicini alla fredda regione dell'aria, che non sono le valli; e nelle parte settantrionali, sono li sua monti quasi al continuo vestiti di neve e di diaccio, e pure ànno grande origine di fiumi. E se tu dì che sia per cagione della (so) esalazione del caldo della natura, lo quale vapora le 'ncluse umidità delle basse acque coperte dalle caverne de' monti, e tal vaporazione fa nella volta della caverna, come fan le distillazioni vaporate nel celo del limbicco : qui rispondereno che sempre tali volte sono asciutte, (e se) come si vede nelle cave sotterrane delle miniere de' metalli; e se tu dicessi che le caverne, che ànno sotto li laghi, fussino (il contrario) d'altra natura che quelle delle miniere, allora si dirà che tale acqua bisognia che abbia quella condizione, che à il detto limbicco, cioè con quello canale, nel quale scolano tutte le gocciole composte nel celo dello (caverna) limbicco dalla umida vaporazione dell'acqua destillata, che in quella percote.
Ancora
[Figura]
Livello del mare esalato dalli fochi, che stan nel centro o ver corpo della terra
[Fig.:]
Carbon di fuoco n r S a.
[Fig.:]
Fuoco p m b.
[Sotto le due figure precedenti]
Se sopra il vaso n sarà posto il carbon del foco, l'acqua, ch'era alla bassezza r s, monterà all'altezza n; e questo non accade perché il caldo tiri su l'acqua, ma perché si consuma l'aria per lo introito del foco, il quale non è soffiziente pieno, e l'acqua per sè si leva alla restaurazion del vacuo. Ma se (ss) tu voli essere chiaro che l'acqua non è tirata dal foco, fa un buco al vaso m nel punto p, e vedrai l'acqua non s'alzerà del suo sito.
[Figura]
Perché sempre la esalazione delli vapori corre dirieto alla sua uscita, egli è necessario che, se l'uscita delle distillazioni è disotto, che tal destillazione sia discensoria. E questa è contro a quelli che vogliano che la elevazion dell'acqua alli monti sia perché il caldo tira in alto li omori al celo delle caverne : qui si dimostra sol dirizzarsi all'uscita, cioè al principio delle vene de' fiumi; per la qual co[a sinistra, seguendo la linea tracciata da Leonardo:] sa si troverà più tosto in tali casi l'aria entrare per li spiraculi delle caverne disopra riscaldate, che esso caldo (media) tiri l'acqua della sua bassezza (al versamento) alli alti surgimenti, che dan principio alli fiumi; e volendo tu qui rispondere che la gran copia dell'aria, che concorre per li spiracoli nella rareficata aria della caverna, è quella ch[e] si converte in acqua, qui si risponderà che li condotti, che versan le loro a[c]que per una sola canna, che essa canna non potrebbe versare al cont[i]nuo le sue acque, con ciò sia che un tempo arebbe per tal canna a entrare l'a[ri]a, colla quale si compone l'acqua, ch'ess'à a versare, e un altro tempo ar[eb]be nel versamento d'essa canna, la qual cosa non sendo confe[r]ma dal[la spe]rienza, s'arguisce non essere nulla.
[Al disopra del passo precedente:] (l) Adunque, abiano di sotto concluso, non l'aria, che vien di fori, non lo caldo, che sopra scalda il monte, pella comparazion del buco fatto nel vaso m, che più presto tirerebbe l'aria per esso buso, per essere lieve, che l'acqua delle vene, per essere più grieve. Ecco che bisognia confessare ch'ella non sia tirata dal caldo del sole, perché gitterebbe più di state che di verno; ecco non è l'aria, che si converta in acqua, (che) perché, essendo la bocca della vena, ch'esce del monte, tutta piena d'acqua, quivi non si potre' dare entrata all'aria, onde l'acqua manchereb[be], e se dopo tal mancamento si dessi lo' ntroito all'aria, tale acqua non sare' continua.