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[Fige 1a 2a 3a]
Li centri della spericità dell'acqua sono due : l'uno (è dell'elemento universale) è della universale acqua, l'altro è particulare. De l'universale è quello, il quale serve a tutte l'acque sanza moto, che sono in sè (in b[.]) in gran quantità, come canali, fossi, vivai, fonti, pozzi, fiumi morti, laghi, paduli, stagni e mari; li quali, ancor che sieno di varie altezze ciascun per sè, (tutti) ànno li termini delle lor superfizie equidistanti al centro del mondo, (e ne) come sono i laghi posti nelle cime delli alti monti, (co) come sopra Pietra Pana, e 'l lago della Sibilla, a Norcia, e tutti li laghi, che dan principio a grandi fiumi, come Tesino, (Adda da) dal lago Maggiore; Adda, dal lago di Como; (Adice) Menzo, dal lago di Garda; e Reno, dal lago di Gostanzia e di Curia, e dal laco di Lucerne; e come Trigon, il quale (ve) passa per la Minore Africa, il quale ne porta con seco l'acqua di 3 paludi, l'un dopo l'altro, di varie altezze; de' quali il più alto è Munace, e 'l mezzano è Pallas, e 'l più basso è Triton. Ancora, el Nilo diriva di 3 altissimi paduli in Ethiopia; il quale corre a tramontana, e versa nel mare d'Egitto, con corso di 4000 miglia, e la sua brevissima e diritta linia (è m) è 3000 miglia, di quel che s'à notizia; escie de' monti della Luna, con diversi e incogniti principi; e trovasi (il detto) li detti laghi alti sopra la spera dell'acqua circa a 4000 braccia, cioè, un miglio e 1/3, a dare un braccio di caduta al Nilo per ogni miglio. E 'l Rodano esce del lago di Ginevra, e corre prima a ponente, e poi a mezzo dì, con corso di 400 miglia, e versa le sue acque nel mare Mediterano (infra la pro).
Il centro della acqua particula[r]e è quello, che si fa nelle minime particule della rugiada, la quale spesso si vede di perfetta retondità sopra le foglie dell'erbe, dov'ella cade : questa è di tanta levità, che non si stiaccia sopra il loco, ove posa, ed è quasi sostenuta dall'aria, che la circunda, onde (si fa) non si prieme sè medesima, né fa alcuna basa; e per questo la sua superfizie da ogni banda con equal forza è tirata equalmente da sè medesima; e così ciascuna parte con equal potenzia concorre l'una all'altra, facendosi calamita l'una dell'altra, in modo che, per necessità, si fa di perfetta spericità (Ma, quando si multiplica in peso), onde compone il centro a sè medesima in mezzo, con equal distanzia da ciascun punto della sua superfizie, e da ciascuna parte della sua gravità si discosta equalemente, sempre ponendosi in mezzo (a pa) (l) alle parte opposite d'equal peso. Ma, quando il peso di tal particula d'acqua si viene a multiplicare, (allora) immediate il centro della curva superfizie escie fori di tal quantità d'acqua, e s'invia [Fig. 4.a] inverso il centro della spera comune dell'acqua; e quanto più cresce il peso a tal gocciola, tanto più il centro della detta (sua) curvità s'avvicina al centro del mondo.
[In margine:] [Fig. 1.a]
a p n f m q.
[Fig. 2.a]
b.
[Fig. 3.a]
c.
[Fig. 5.a]
f n m.
[Fig. 6.a]
e a b c d.
[Fig. 7.a, senza scritto.]
[Fig. 8.a]
Canna n.
Questa acqua non seguirà il moto per la cicognola di disequale larghezza, uniforme mente disforme a uso di corno, perché l'aria entra a sopperire e restaurare il vacuo, che accresce nell'accrescimento della larghezza di tal cicognola, onde l'acqua si torna inel vaso dalla somma altezza della cicognola, e l'aria le corre dirieto alla restaurazion del vacuo.
[A sinistra del frammento precedente, fig 9.a:]
Canna o p.
Ma, se la larghezza minore della cicognola resterà di fori del vaso, allora, essendo tutta piena d'acqua, è necessario, ch'essendo la parte stretta più bassa che la superfizie dell'acqua del vaso, che essa acqua, ch'è nella cicognola, versi per essa bocca minore, perché
[In margine, fig. 10.a]
n m feltro.
Il feltro uniforme mente disforme nella sua larghezza, in ogni parte della sua lunghezza acquista gradi di velocità quell'acqua, che per esso discende, cioè, che tanto acquista l'acqua di velocità (nel m), quanto il feltro (acquista di strettezza) diminuisce di larghezza; e questo accade, perché l'acqua, che versa per la maggiore larghezza del feltro, è quella medesima, che prima s'inalzò per la larghezza minore; la quale, avendosi poi a spargere [per] essa maggiore larghezza, è necessario che si tardi.
[A sinistra del frammento precedente, fig. 11.a:]
p n' feltro.
Quando la parte (s) più stretta del feltro sarà di fori del vaso, e che la sua stremità sia più bassa che la superfizie dell'acque, che sta nel vaso, allora l'acqua del vaso discenderà per tale feltro con moto disequale, nella medesima proporzione che la disequalità della larghezza del feltro; ma fia proporzione conversa, perché nella più stretta parte del feltro fia maggior velocità d'acqua che ne la sua parte più larga.
[Circa al mezzo del foglio, a destra della fig. 9.a, fig. 12.a]
Tutte le canne d'equal vacuità, che terminano con equal bassezza, gitteran, con equal tempo, equale acqua d'un medesimo vaso, ancora che le lor lunghezze fussi variate in infinito.
[Sotto al frammento precedente, dal lato sinistro del foglio:] [Fig. 13.a]
A canne.
[Fig. 14.a]
A feltro.
Se la cicognola sarà composta di 3 canne d'equal vacuità, e l'una più cor[t]a sia messa infra l'acqua del vaso, e le 2 più lunghe sien messe for del vaso, in modo che le loro stremità sien più basse che la(cqua) pelle dell'acqua del vaso, esse 2 canne non verseranno se non l'acqua, che prima aveano in corpo, e dopo quella sarà fermo il moto d'essa acqua; e questo accade, che la intera grossezza dell'acqua, ch'è nella canna del vaso, si divide in 2 mezze canne (ne), essendo nelle 2 canne di fori; e l'altre 2 mezze canne restano piene d'aria; la quale aria poi corre dirieto all'acqua, che ritorna indirieto (ne) per la canna del vaso, e finisce il moto.
Questa è della natura del corno di sopra.
[Fig. 15.a]
n m a canne
[Fig. 16.a]
A feltro.