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Della terra in sè.
L'alzarsi tanto le cime de' monti sopra la spera dell'acqua può esser dirivato, perché il loco grandissimo della terra, il quale era ripieno d'acqua, cioè, la grandissima caverna, (o ver ce) dovette caderne assai della sua volta inverso il centro del mondo, trovandosi ispiccata mediante il corso de(fiumi)lle vene, che al continuo consumano il loco, donde passano, avendo alquanto d'aria di sopra (perché l'acqua non pesa s'ella non manda onda for del suo livello, infra l'aria, e sol quell'onda pesa e cade e consuma il fondo). (O qu) Ora, questa gran massa potè cadere, essendo il centro del mondo infra l'acqua : essa si fermò con equal pesi oppositi intorno al centro del mondo, (e quiv) e alleggerì la terra, onde essa si divise; la qual si rimosse immediate dal centro del mondo, e s'alzò all'altezza, che si ve[de] le pietre faldate, fatte coll'ordine dell'acque, alle cime delli alti monti.
[In margine, fig.e 1.a, 2.a e 3.a]
[Sotto alla fig. 1a:]
Profondamento di paesi, come nel mare Morto di Soria, cioè, Soddoma e Gamor.
[Fig. 4.a]
È necessario che l'acqua sia più che la terra; e la parte scoperta del mare non lo dimostra : onde bisognia che molta acqua sia dentro alla terra, sanza quella, ch'è infusa nella bassa aria (e ne sc) e che scorre per li fiumi e vene.
Dico, non essere necessario che 'l centro del mondo sia situato più nella terra che inell'acqua, perché (ess) (la gra) la gravità della terra e dell'acqua, insieme giunte per qualunche modo, (compo) si pone con pesi d'equal gravità oppositamente situati intorno al centro del mondo; e la terra per sè non attende a dare parte di sè equal mente distanti da esso centro, ma pesi equalmente gravi oppositamente situati; e l'acqua, in questo caso, essendo mista con varie ramificazioni di vene (no) insieme colla terra, non po dare di sè pesi equalmente distanti da esso centro, ma (superfizie) darà superfizie equidistante a detto centro.
[In margine, fig. 5.a:]
B.
[Sotto alla precedente, fig. 6.a:]
B c f S r t o p n m v x a b e d.
[In margine, sotto alla figura precedente:]
Se la
Ora, (es)se è(do) com'è detto, egli è possibile, ch'essendo il centro del mondo situato nell'acqua, che alcuna volta, per la continua confregazione, che à l'acqua per le vene, onde passa, che ella abbia allargato in modo tali vene, che le parti della terra, che s'interpone infra esse vene, essendo consumata la (sua) (te) tenacità col suo rimanente, che la sua gravità, che ess'à acquistato per essere sopra dell'acqua, che ella sia (caduta) spiccatasi da esso rimane[nte] e caduta inverso il cientro, e quello fatto concentrico col centro della sua gravità. E per questo il rimanente della terra, essendosi fatto più lieve da quella parte, donde cadde la detta gravità, per necessità si removerà dal centro del mondo, e uscirà la terra e li monti fora della spera dell'acqua dalla parte alleggerita, e farassi ancor più lieve, pel peso dell'acqua, che sopra se le posava, e tanto più si verrà a elev[a]rsi inverso il cielo. E la spera dell'acqua in questo caso non muta sito, (ma bene cresce di circunfere) perché la sua acqua riempie il loco, donde la gravità di quella parte della terra, che cadde, si divise; e così resta il mare in sè, sanza mutazion d'altezza; e questa ancora potrebbe essere causa, che li nichi o ostrighe, le qual si veggano per li alti monti, (si) essendo già state sotto le acque salse, al presente si trovassino in tanta altura, insieme colle pietre faldate, già composte di (g) suoli di fanghi portati dalli fiumi nelli laghi, stagni, e mari : e in questo caso non è nessuna cosa, che repugni alla ragione.
[In margine:]
Dato un piano perfetto, l'acqua non vi si fermerà sopra : dato una superfizie sperica, l'acqua subito vi si fermerà; la quale spericità fia la spera dell'acqua.
(Le falde del tufo, o ver creta da vasi, quando) Li suoli, o ver falde delle pietre, non passano troppo [Fig. 7.a] sotto le radici de' monti, ch'elle (son a) sono di terra (piena da) da far vasi, piena di nichi; e ancorà (va) queste vanno poco sotto, che si trova la terra comune, come si vede ne' fiumi, che scorran la Marca e la Romagnia, usciti delli monti Appennini, e
El troppo fumo impedisce; el poco non forma la perfezione d'esso azzurro : onde la mediocre disposizione di fumo forma bello azzurro.
Esperienza, che mostra, come l'aria à dopo sè tenebre, e però azzurra.
Sia fatto fumo di legnie secche in poca quantità; sopra il qual fumo percota li razzi solari; e dopo questo fumo poni una pezza di velluto nero, (e vedra) che non sia visto dal sole : e vedrai tutto quel fumo, che s'oppone infra l'occhio e la oscurità del velluto, mostrarsi in color di bellissimo azzuro; e se in loco del velluto metti panno bianco, el fumo è cen[Termina lungo il margine sinistro verticalmente:] [erogn]olo.
Come l'acqua, soffiata a uso d'attimi (da) in loco scuro, dove passi la spera del sole, fa esso razzo azzurro, e massime, essendo tale acqua destillata; e 'l fiumo sottile fa azzurro : quest'è detto per mostrare che l'azzurro dell'aria è causato da oscurità, che è sopra di lei; e dassi li predetti esempli a chi non confermassi la esperienzia di mon Boso.
Tu ài ora a provare, come li nicchi non nascano, se non in acque salse, quasi tutte le sorte; e c[o]me li nichi di Lombardia ànno 4 livelli; e cosi è per tutti, li quali sono fatti in più tempi; e questi sono per tutte le valli, che s'abboccano alli mari.