No image available
0004 v
[Fig.:]
f n m p o g
Sempre la rotta maggiore dell'onda succedente fia causata al riscontro della più alta parte dell'onda antecedente, che sopra (d'ess) dello intervallo dell'onda si scarica, e nel moto refresso fatto inverso il celo ritarda la lunghezza del moto del fiume, onde l'acqua laterale percote la basa di tal onda, e la spignie inanzi col fiume, e l'onda, che in alto prese il suo moto, ricade su la sopra vegnente acqua.
La figura lunare dell'onda e del suo intervallo è causata perché l'acqua, che discende della maggiore altezza dell'onda antecedente, prima percote nella più bassa parte d'esso loro intervallo, e prima risalta, e prima p(rima)assa sotto l'onda che succede, e, per discendere di maggiore altezza, il suo discenso sarà di maggior bassezza, e 'l moto refresso sarà la più alta parte dell'onda che succede (e più remota dal sor).
pa Le (l) maggiori altezze dell'onde saran più remote l'una dall'altra, che le lor maggiori bassezze, in modo che tal fia la proporzione delle lor distanzie, qual fu quella delle loro altezze.
2a Quell'acqua fia ne' fiumi di più tardo corso, che (caus) forma onde di maggiore altitudine, e così de converso, cioè, che quella che compone onde di minore altezza, manco di tarda, e per conseguenza è più veloce.
Adunque, per le dette cose, si prova la figura lunare dello intervallo delle 2 onde essere creata per necessità, perché, com'è detto nella prima di questo, che l'onde n m, per aversi a inalzare, consumano il tempo del lor moto inverso il celo, e perdan l'acquisto del moto inverso il fine del fiume. E londe f g, che manco s'alzano, manco si (fo) profondano, onde seguita che'l tempo del lor moto è in aquistar vicinità al fine del fiume, e per questo tale onde si congiungano nelli 2 coni (de) lunari f g.
[Figura.]
E perché tutte (li mo) le linie de' moti (con), che fa l'acqua che discende della maggiore altezza dell'onda, concorrano inverso il centro della curvità dell'onda lunare, partendosi infr'equali angoli dal colmo dell'onda.
L'onda non si piega o ronpe nel lato (p n perché l'acqua) del suo ordinario discenso, perché l'acqua fugge e non trova riscontro, ma nella sua montata, donde cade, torna indirieto e si scontra nell'onda antecedente, che viene e giostra con essa, e sopra di quella si rompe sanza detrimento dell'altra, ove si percote.
[Figura.]
Rompesi l'onda, che cade, e non l'onda, che la riceve, perché maggiore e più veloce moto dell'onda percossa, che di quella, che la percote; e se bene la prima percussione (non) sfondassi alquanto la superfizie dell'acqua, che la riceve, e' secondi balzi, per esser di minor potenzia, non sono offensivi e non penetrano l'acqua, ove cade.
L'acqua, che cade dell'onda, percote la basa dell'onda antiposta, la qual si ritardava (nella) nel consumare il suo impeto inverso il celo, e porta via la sua basa, onde essa, trovandosi sanza sostegno, ruina (so) (ne) perpendiculare sopra l'acqua che col suo corso riempie il loco, donde sospinse la basa di detta onda.
(O) La corrente di quel fiume sarà più diritta, del quale il comum corso del fiume è più potente.
[In margine, figura.]
Per prova dell'onda spuntellata, s'allega la tavola da giucare, tolta sotto il suo monte per colpo d'una simil tavola.
[Figura.]