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[I]
Natomia.
Perché nello costrignere le intestine alla espulsione
delle superfluità da lor contenute, esse superfluità non tornano
così indirieto come andare innanzi.
Il cibo che discende dallo stomaco alle intestine non ritorna indirieto dalle intestine allo stomaco quando esse intestine son costrette alla expulsione delle superfluità da lor contenute, perché nel tempo d'essa espulsione lo stoma è costretto infra 'l diaframma e esse intestine; e di lui si fugge del cibo qualche parte più dell'ordinario, piuttosto che sia atto a ritirare indirieto le cose da lui cacciate, perché diminuisce capacità ed è mosso da quella cosa che prima lo mosse, cioè il diaframma, com'è provato nella penultima di questo. La quale è maggiore potenzia che quella del mirac contra d'esso diaframma, com'è provato nella penultima detta. Per molto più potenzia pò fare il diaframma contro a mirac, che non a chi gli dà loco alla fuga delle cose che dirieto a lui si contengano, com'ha il mirac contro al diaframma, il quale ha dopo sé l'aria del polmone, la qual con facilità di lui si fugge sanza alcuna ritenzione. Adunque la potenzia del diaframma prieme e costrigne lo stomaco alla espulsione di qualche parte di cibo, e il mirac costrigne le intestine esso cibo a refrettere indirieto in alquanto piccolo spazio. Ma perché egli è più potente il motor che genera il moto incidente che il motor che genera il moto refresso, cioè il diaframma è più potente (com'è provato) che 'l mirac, egli è necessario che il moto incidente sia più potente e più lungo che 'l moto refresso. E, per questo, seguita che d'ogni grado che il cibo si fugge dallo stomaco, esso ritorna indirieto una parte d'esso grado. La qual parte è tanto e maggiore o minore, secondo la minore o maggiore larghezza di quello intestino dove tal cibo si move. E se per l'avversario si dice che le intestine abbino li villi lungitudinali o trasversali, delli quali li longitudinali abbin potenzia espulsiva del cibo, e li trasversali sien d'esso cibo ritenitivi, questo non pò stare 'n un medesimo tempo, perché li è impossibile che fuga e retenzione sien in 'n istante, perché, se così fussi, e' si proiberebbe il moto al cibo dalli superiori alli inferiori estremi, perché moto e quiete in 'n istante genera niente, perché niente è di tal cosa si trova in natura.
[III]
Ma e' pò ben trovarsi 'n un medesimo membro una virtù espulsiva e una virtù impeditiva 'n un medesimo 'stante, che gran differenzia è da ritenere a impedire; perché ritenere è integralmente termine di moto, e impedire è alleviamento di moto, e non privazion, come la saetta che penetra il legno con maggiore fatica mediante la materia che impedisce e ritarda più che non fa l'acqua penetrata dalla medesima saetta.
[IV]
Come il frusso e refrusso delli due ventriculi superiori
colli due inferiori son causa di mandare il nutrimento
del sangue per le vene a scosse e interrotto.
Il frusso che si genera dal core mediante li due ventriculi superiori colli due ventriculi inferiori son causa che il nutrimeto sia di moto discontinua in tutte parte notrite dal sangue innel corpo umano. E questo chiaramente si manifesta in tutti l'imbellichi de' putti che mòrano nelle matrici insieme colla madre, ed etia poi che son nati. E tal nutrimento è posto...
[Fig. 3]
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