No image available
0049 r
[I]
Delli spiriti.
Abbiano insin qui dirieto a questa faccia detto com'è la difinizion dello spirito: è una potenzia congiunta al corpo, perché per se medesimo reggere non si può, né pigliare alcuna sorte di moto locale. E se tu dirai che per sé si regga, questo essere non pò dentro alli elementi, perché se lo spirito è quantita incorporea, questa tal quantità è detta vacuo, e il vacuo non si dà in natura. E, dato che si dessi, subita sarebbe riempiuto dalla ruina di quello elemento nel qual tal vacuo si generassi. Adunque, per la difinizion del peso che dice: la gravità è una potenzia accidentale creata dall'uno elemento tirato o sospinto nell'altro, seguita che nessuno elemento, non pesando nel medesimo elemen, e' pesa nell'elemento superiore, ch'è più lieve di lui, come si vede la parte dell'acqua non ha gravità o levità nell'altra acqua, ma se tu la tirerai nell'aria, allora ella acquisterà gravezza. E se tu tirerai l'aria sotto l'acqua, allora l'acqua che si trova sopra tale aria acquista gravezza, la qual gravezza per sé sostener non si pò, onde l'è necessario la ruina. E così cade infra l'acqua in quel loco ch'è vacuo d'essa acqua. Tale accaderebbe nello spirito stando infra li elementi, ché al continuo genererebbe vacuo in quel tale elemento dove lui trovassi, per la qual cosa li sarebbe necessario la continua fuga inverso il cielo insin che uscito fussi di tali elementi.
[II]
Se lo spirito tiene corpo infra li elementi.
Abbian provato come lo spirito non può per sé stare infra li elementi sanza corpo, né per sé si pò movere per moto volontario se non è allo in su. Ma al presente direno come, pigliando corpo d'aria, che tale spirito è necessario che s'infonda infra essa aria, perché s'elli stessi unito e' sarebbe separato e caderebbe alla generazion del vacuo, come di sopra è detto. Adunque è necessario che a volere restare infra l'aria che esso s'infonda 'n una quantità d'aria; e se si mista coll'aria, elli seguita due inconvenienti, cioè che elli levifica quella quantità dell'aria dove esso si mista, per la qual cosa l'aria levificata per sé vola in alto e non resta infra l'aria più grossa di lei; e, oltre a di questo, tal virtù spirituale sparsa si disunisce e àltera sua natura, per la qual cosa esso manca della prima virtù. Aggiugnecisi un terzo incoveniente. E questo è che tal corpo d'aria, preso dallo spirito è sottoposto alla penetrazion de' venti, li quali al continuo disuniscano e stracciano le parte unite dell'aria, quelle rivolgendo e raggirando infra l'altra aria. Adunque lo spirito, in tale ÷ [aria infuso, sarebbe ismembrato, ovvero sbranato e rotto, insieme collo sbranamento dell'aria nella qual s'infuse 1)].