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[II]
Ma delli discorsi umani stoltissimo è da essere reputato quello il qual s'astende dalla credulità della negromanzia, sorella della archimia, partoritrice delle chose semplici e naturali. Ma è tanto più degna di reprensione che l'archimia, quando ella non partorisci alcuna cosa se non simile a sé, cioè, bugie, il che none interviene nella archimia, la quale è ministratice de' semplici prodotti dalla natura. Il quale uffizio fatto esser non può da essa natura perché i' lei non è strumenti organici colli quali essa possa operare quel che adopera l'omo mediante le mani che in tale uffizio ha fatti e vetri, ecc. Ma essa negromanzia, stendardo ovver bandiera volante mossa dal vento, guidatrice della stolta moltitudine, la quale al continuo testemonia coll'abbaiamento d'infiniti effetti di tale arte. E n'hanno empiuti i libri affermando che l'incanti e spiriti adoprino e sanza lingua parlino, e sanza strumenti organici, saza i quali parlar non si pò, parlino e portino gravissimi pesi, faccino tempestare e piovere, e che li omini si convertino: in gatte, lupi e altre bestie, benché in bestia prima entran quelli che tal cosa affermano.
E certo se tale negromanzia fussi in essere, come dalli bassi ingegni è creduto, nessuna cosa è sopra la terra che al danno e servizio dell'omo fussi di tanta valitudine, perché se fussi vero che in tale arte si avessi potenzia di far turbare la tranquilla serenità dell'aria, convertendo quella i' notturno aspetto e far le corruscazioni e venti con ispaventevoli toni e folgori scorrenti infra le tenebre, e con impetuosi venti ruinare li altri edifizi e diradicare le selve, e, con quelle, percotere li eserciti e, quelli rompendo e atterando; e, oltr'a di questo, la dannose tempeste privando li cultori del premio delle lor fatiche. O qual modo di guerra pò essere che con tanto danno possa offendere il suo nemico, aver potestà di privarlo delle sue ricolte, qual battaglia marittima pò essere che si assomigli a quella di colui che comanda alli venti e fa le fortune ruvinose e sommergitrici di qualunche armata? Certo quel che comanda a tali impetuose potenzie sarà signore delli popoli e nessuno umano ingegno potrà resistere alle sue dannose forze. Li occulti tesori, gemme riposte nel corpo della terra, fieno a costu' tutti manifesti; nessun serrame o fortezze inespugnabili saran quelle che salvar possino alcuno sanza la voglia di tal negromante. Questo si farà portare per l'aria dall'oriente all'occidente e per tutti li opposti aspetti dell'universo. Ma perché mi vò io più oltre astendendo più oltre? Quale è quella cosa che per ale artefice far non si possa? Quasi nessuna, eccetto il levarsi la morte. Adunque è concluso in parte il danno a la utilità che in tale arte si contiene, essendo vera. E s'ella è vera perché non è restata infra li omini che tan desiderano, non avendo riguardo a nessuna deità? È sol che infiniti ce n'è per saddisfare a un appetito ruinerebbono Iddio con tutto l'universo. E s'ella non è rimasta infra li omini, essendo a lui tanta necessaria, essa non fu mai, né mai è per dovere essere, per la difinizion dello spirito, il quale è invisibile, incorporeo. E dentro alli elementi non è cose incorporee, perché dove non è corpo è vacuo, e il vacuo non si dà dentro alli elementi, perché subito sarebbe dall'elemento riempiuto. Volta carta.
[I]
Seguita quel che manca dirieto alla faccia del piedi.