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[I]
Ciascun gobbo fatto dalle giunture delli diti de' piedi e delle mani hanno una concavità nelli diti cheli son contingenti, la quale riceve dentro a sé essa globulenzia. E questo ha fatto la natura per non difformare la lor larghezza. Imperò che se detti globbi fussino infra loro in contatto, li piedi si fariano di gran larghezza e ancora sarebbe necessario uno de' due effetti, cioè o che li diti fussino tutti d'una medesima lunghezza, ovvero che l'uno avessi due giunture e l'altro una, come fia dimostrato al loco suo delle ossa.
[II]
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[III]
Il moto del liquido fatto per qualunche verso, tanto procede nella sua principiata revoluzione quanto vive i' lui i'impeto dàtoli dal suo primo motore.
[IV]
Come il corpo dell'animale al continuo more e rinasce.
Il corpo di qualunche cosa la qual si nutrica, al continuo muore e al continuo rinasce, perché entrare non può nutrimento se non in quelli lochi dove il passato nutrimento è spirato, e s'elli è spirato, elli più non vita. E se tu non li rendi nutrimento equale al nutrimento partito, allora la vita manca di sua valitudine, e se tu li levi esso nutrimento, la vita in tutto resta destrutta. Ma se tu ne rendi tanto quanto se ne destrugge alla giornata, allora tanto rinasce di vita quanto se ne consuma, a similitudine del lume fatto dalla candela col nutrimento dàtoli dall'omore d'essa candela, il quale lume ancora lui al continuo con velocissimo soccorso restaura di sotto quanto di sopra se ne consuma morendo, e di splendida luce si converte morendo in tenebro fumo. La qual morte è continua siccom'è continuo esso fumo, e la continuità di tal fumo è equale al continuato nutrimento e in istate tutto il lume è morto e tutto rigenerato insieme col moto del nutrimento suo; e la sua vita ancora lei riceve il flusso e reflusso, come ci mostra la ventilazione della sua cima e il medesimo accade nelli corpi delli animali mediante il battimento del core che genera l'onda del sangue per tutte le vene, la quali al continuo si dilatano e constringano. E la dilatazione è nel ricevere il superchio sangue, e la diminuizione è nel lasciare soprabbondanzia del ricevuto sangue. E questo c'insegna il battimento del polso quando colle dita si tocca le predette vene in qualunche loco del corpo vivo. Ma per ritornare al nostro intento, dico che la carne delli animali è rifatta dal sangue che al continuo si genera del lor nutrimento, e che essa carne si disfà e ritorna per le arterie miseraiche e si rende alle intestine dove si putrefà di putrida e fetente morte, come ci mostran nelle loro espulsioni e caligine, come fa il fumo e foco dato per comparazione.